Tredicesima Più Alta di 200-500 Euro all’Anno: È la Volta Buona?

Tredicesima 2026 più ricca? A settembre torna puntuale il tema della detassazione, ma per ora non c’è alcun aumento già deciso. Come accade praticamente ogni anno, con l’avvio del percorso che porterà alla prossima legge di Bilancio riparte anche il dibattito sulla possibilità di ridurre le tasse sulla mensilità aggiuntiva dei lavoratori. Una misura che viene discussa, rilanciata e ipotizzata con diverse formule, ma che finora non ha trovato una soluzione strutturale.

Anche quest’anno, dunque, la domanda torna a essere sempre la stessa: la tredicesima di dicembre 2026 sarà più alta grazie a una nuova agevolazione fiscale? Al momento non c’è un provvedimento approvato che preveda una detassazione della tredicesima di quest’anno.

Tuttavia, la questione potrebbe tornare al centro delle trattative sulla manovra 2027.

A settembre torna il tormentone della tredicesima detassata

Il mese di settembre coincide tradizionalmente con l’avvio della discussione più intensa sulla legge di Bilancio dell’anno successivo. Ed è proprio in questa fase che, insieme a pensioni, stipendi, bonus e tasse, torna puntualmente anche la proposta di detassare la tredicesima.

Il motivo è semplice: il netto della tredicesima è più basso rispetto a quello degli altri mesi. Essendo pagata a ridosso del Natale, una riduzione delle imposte potrebbe lasciare più soldi nelle tasche dei lavoratori proprio nel periodo dell’anno caratterizzato da maggiori spese.

La proposta viene periodicamente sostenuta anche da esponenti della maggioranza, ma tra annuncio politico e misura effettivamente inserita nella legge di Bilancio c’è una differenza importante. Le ipotesi circolano, ma al momento non esiste una norma approvata che stabilisca un aumento del netto da dicembre.

Perché la tredicesima sembra più bassa dello stipendio normale

La questione fiscale è particolarmente sentita perché la tredicesima netta può risultare sensibilmente più bassa rispetto a una normale mensilità. La ragione non è che sulla tredicesima venga applicata una sorta di aliquota speciale più alta in modo generalizzato. La differenza dipende soprattutto dal meccanismo con cui vengono calcolate le imposte.

La tredicesima è una retribuzione aggiuntiva e viene tassata ai fini IRPEF, ma sulla mensilità aggiuntiva non vengono applicate le normali detrazioni per lavoro dipendente che incidono sulle mensilità ordinarie. Il risultato è che, a parità di importo lordo, il netto della tredicesima può essere inferiore rispetto a quello di una normale busta paga.

È proprio su questo meccanismo che dovrebbe intervenire un’eventuale riforma.

Tredicesima detassata, le tre ipotesi sul tavolo

Per rendere più consistente la tredicesima, le ipotesi in discussione al Ministero dell’Economia prevedono diverse alternative:

  1. una tassa al 15% per chi ha un reddito fino a 15.000 euro;
  2. un’aliquota ancora più bassa, pari al 10%, applicata a una platea più ampia;
  3. azzerare l’imposta sulla tredicesima per i redditi medio-bassi, mantenendo invece una tassazione progressiva per gli importi più elevati.

Si tratta, al momento, di ipotesi e non di misure approvate. Tuttavia, se una di queste soluzioni venisse approvata, il vantaggio per i lavoratori potrebbe tradursi in circa 200-500 euro netti in più all’anno, a seconda del reddito e della formula scelta.

L’importo preciso, però, non è ancora calcolabile: dipenderà dall’aliquota definitiva, dalle soglie di reddito e dalle modalità con cui sarà eventualmente applicata la nuova tassazione.

Per ora nessun aumento è deciso

Pertanto, alla luce di quanto detto, anche se a settembre si torna sempre a parlare di tredicesima detassata perché riparte il confronto sulla prossima manovra, al momento non c’è una misura approvata che renda più alta la tredicesima che i lavoratori riceveranno a dicembre 2026.

La proposta potrebbe essere inserita nel percorso della legge di Bilancio 2027, oppure non trovare le risorse necessarie per essere approvata. Il nodo principale resta infatti quello finanziario: una detassazione generalizzata avrebbe un costo significativo per le casse dello Stato e richiederebbe quindi risorse da individuare nel bilancio pubblico.

Per i lavoratori, dunque, la situazione attuale è questa: la possibilità di una tredicesima più ricca esiste ancora come proposta politica, ma non è oggi un aumento già previsto in busta paga.