Ho verificato anche il testo di Autoblog e le ricostruzioni di Quattroruote e altre fonti: il punto interessante è proprio che la soglia degli 80 kW può produrre effetti molto diversi sulle ibride, perché il dato amministrativo può non coincidere con la potenza complessiva del sistema. Va però mantenuta una cautela: l’applicazione alle diverse configurazioni ibride necessita ancora di chiarimenti e il decreto può cambiare in conversione.
Il nuovo stop al bollo auto per il 2027 è stato associato soprattutto alle vetture di piccola e media potenza, quelle maggiormente utilizzate dalle famiglie. La soglia fissata dal provvedimento è infatti di 80 kW, equivalenti a circa 109 CV, e nelle prime ricostruzioni sono comparse soprattutto citycar, utilitarie e piccoli crossover. Ma entrando nel dettaglio delle auto ibride emerge uno scenario molto più articolato.
Anche auto potenti possono rientrare
Il decreto comprende le vetture alimentate a benzina o gasolio anche quando queste alimentazioni sono utilizzate in combinazione con un’altra forma di propulsione. Ed è proprio qui che si apre il caso delle ibride.
Secondo un’analisi ripresa da Autoblog, sono ben 218 le versioni, appartenenti a 55 modelli, che possono rispettare il parametro amministrativo pur avendo una potenza complessiva del sistema ibrido superiore agli 80 kW. Si va dalla Jeep Avenger 1.2 Turbo e-Hybrid da 110 CV fino alla Geely Starray EM-i, che arriva addirittura a 262 CV complessivi.
Questo significa che l’agevolazione non finisce necessariamente soltanto sulle auto di piccola cilindrata o sulle vetture meno prestazionali. Tra i modelli interessati possono comparire anche auto ibride di fascia di prezzo più elevata.
Il motivo è nascosto nel libretto
Il punto centrale riguarda il modo in cui viene indicata la potenza delle ibride. Alla voce P.2 della carta di circolazione può comparire un valore che non coincide con la potenza massima complessivamente disponibile sommando il contributo del motore termico e di quello elettrico.
La differenza può essere contenuta sulle mild hybrid, ma diventare molto più importante sulle full hybrid e soprattutto sulle plug-in hybrid. Una vettura può quindi sviluppare complessivamente ben più dei circa 109 CV corrispondenti a 80 kW, pur presentando sul documento un valore che potrebbe consentirle di rispettare la soglia prevista dal provvedimento.
Il tetto degli 80 kW non coincide sempre con 109 CV reali
È questo l’aspetto che modifica la lettura iniziale della misura. Il limite degli 80 kW sembrava tracciare una linea abbastanza netta tra auto meno potenti, ammesse all’esenzione, e vetture di maggiore potenza, escluse. Per le ibride questa equivalenza non è però automatica.
Il caso estremo è quello della Geely Starray EM-i: la potenza complessiva dichiarata arriva a 193 kW, cioè 262 CV, oltre il doppio dei 109 CV che normalmente si associano alla soglia prevista dal decreto.
Resta comunque necessario attendere i chiarimenti applicativi. Il decreto è in vigore ma dovrà essere convertito in legge e, come rilevato anche nelle ricostruzioni specialistiche, deve essere definitivamente chiarito quale potenza debba essere presa in considerazione per tutte le diverse tipologie di auto ibride.




