Premi di Produttività Fino a 5.000 Euro Con Tasse all’1%: Quanto Ricevono in Media i Lavoratori

I premi di produttività riguardano ormai oltre 4,8 milioni di dipendenti. L’importo medio annuo è di circa 1.800 euro, mentre nel 2026 il limite dei premi che possono beneficiare della tassazione agevolata è salito a 5.000 euro lordi. Il tetto fiscale, naturalmente, non significa che ogni lavoratore riceverà questa somma: il premio effettivo dipende dall’accordo applicato e dai risultati raggiunti.

I dati arrivano dal report del Ministero del Lavoro⁠, aggiornato al 15 settembre 2026. I lavoratori interessati dai contratti depositati e ancora attivi sono 4.827.721, oltre 500mila in più rispetto alla rilevazione di luglio. Il valore medio del premio è 1.799,26 euro all’anno: circa 16 euro in meno rispetto a luglio, ma 194 euro in più rispetto a dicembre 2025. 

Chi può avere la tassazione all’1%

Nel 2026 e nel 2027 sui premi di risultato e sulle somme legate alla partecipazione agli utili si applica un’imposta sostitutiva dell’1%, entro il limite complessivo di 5.000 euro lordi all’anno. La misura riguarda i dipendenti del settore privato che nell’anno precedente hanno avuto un reddito da lavoro dipendente non superiore a 80.000 euro. Il limite si riferisce alla parte di premio ammessa al beneficio fiscale, non all’importo che l’azienda è tenuta a pagare. 

Per il lavoratore, quindi, la prima verifica è se nella propria azienda o nel proprio territorio sia in vigore un accordo sui premi di risultato. Occorre poi guardare alle condizioni previste dall’accordo per maturare il pagamento: i numeri del report indicano la platea coperta dai contratti, non un accredito identico e automatico per tutti.

Quanti sono i contratti attivi

A metà settembre risultano 17.936 contratti attivi. La maggior parte è costituita da accordi aziendali, 15.521, mentre quelli territoriali sono 2.415. Il premio medio previsto dagli accordi aziendali è di circa 1.919 euro annui; per quelli territoriali scende a circa 1.143 euro.

Gli obiettivi di produttività restano i più diffusi, presenti in 14.743 contratti. Crescono anche gli accordi che considerano la qualità del lavoro e quelli che prevedono misure di welfare aziendale. Quanto alle dimensioni delle imprese, il 46% dei contratti attivi riguarda aziende con meno di 50 dipendenti.