Metalmeccanici, Chiesti il 5% in Più e una Quota degli Utili Aziendali

Per un lavoratore metalmeccanico italiano, aumento in busta paga, tutela del posto e premio legato ai risultati dell’azienda sono temi familiari. Che cosa succede, però, quando nello stesso settore alcune imprese sono in crisi e altre lavorano a pieno ritmo? È la domanda attorno alla quale si apre la nuova trattativa contrattuale in Germania, dove il sindacato IG Metall ha presentato le richieste per oltre 3,7 milioni di addetti dell’industria metallurgica ed elettrica.

Il negoziato inizierà il 7 ottobre. Al centro c’è un aumento salariale del 5%, con un’attenzione particolare ai lavoratori delle fasce retributive più basse. IG Metall chiede anche una garanzia collettiva per proteggere occupazione e investimenti e, per le aziende che ottengono risultati particolarmente buoni, una partecipazione dei dipendenti agli utili.

Perché IG Metall chiede il 5% in più

Secondo il sindacato, i salari devono recuperare potere d’acquisto di fronte alla crescita delle spese per la casa, la salute e la vita quotidiana. L’aumento, sostiene IG Metall, servirebbe anche a sostenere i consumi.

«Stiamo negoziando con un realismo combattivo», ha dichiarato la presidente Christiane Benner. Il sindacato ritiene che le difficoltà di una parte del settore non giustifichino una rinuncia generalizzata agli aumenti: la situazione delle singole aziende va valutata caso per caso.

Da qui nasce la richiesta di rafforzare gli strumenti contrattuali per salvaguardare i posti di lavoro nelle imprese in difficoltà. Dove invece l’attività è in forte espansione, IG Metall vuole che i dipendenti ricevano una quota del successo economico attraverso una partecipazione agli utili prevista dal contratto.

Ordini in crescita, ma non per tutti

Le rilevazioni del sindacato mostrano un settore diviso. Il 63% dei comitati aziendali segnala un utilizzo degli impianti buono o molto buono, mentre il 58% prevede prospettive favorevoli nei prossimi tre-sei mesi. Vanno particolarmente bene la cantieristica navale, i veicoli ferroviari, la tecnologia medica, l’aerospazio e la difesa.

Per circa un terzo delle aziende, soprattutto nell’automotive e nella meccanica, gli ordini sono invece scarsi o molto scarsi. IG Metall segnala inoltre che alcune imprese continuano a ridurre il personale pur avendo buone prospettive.

La trattativa partirà il 7 ottobre. La parte economica degli accordi attualmente vigenti scadrà il 31 ottobre e dal 1° novembre saranno possibili i primi scioperi di avvertimento.