Pensionati, attenzione alla scadenza del 10 ottobre 2026. Per alcuni pensionati questa data rappresenta infatti un termine da non dimenticare, perché entro quel giorno è possibile intervenire sulle somme che l’INPS dovrà trattenere nei prossimi mesi a seguito della dichiarazione dei redditi.
Non si tratta però di un adempimento che riguarda tutti i pensionati. La scadenza interessa una situazione precisa e, per chi rientra nel caso previsto, è importante sapere cosa chiedere all’INPS e come presentare la richiesta. Vediamolo.
Scadenza 10 ottobre, quali pensionati devono fare attenzione
Il termine del 10 ottobre 2026 riguarda i pensionati che hanno presentato il modello 730/2026, indicando l’INPS come sostituto d’imposta, e che dalla dichiarazione dei redditi risultano tenuti al versamento della seconda o unica rata di acconto IRPEF e/o della cedolare secca.
In questi casi il contribuente può chiedere al sostituto d’imposta, quindi all’INPS, di ridurre oppure annullare la seconda o unica rata di acconto. La possibilità è prevista per chi ritiene, sotto la propria responsabilità, che l’importo dell’acconto dovuto sia inferiore a quello risultante dal modello 730 oppure che non debba essere versato.
La scadenza da segnare sul calendario è quindi sabato 10 ottobre 2026: entro questa data deve essere trasmessa all’INPS la richiesta di riduzione o annullamento.
Come va inviata la richiesta
Come detto, i pensionati che intendono modificare la seconda o unica rata di acconto devono presentare una richiesta all’INPS. La procedura può essere effettuata online, accedendo al sito dell’INPS con la propria identità digitale. Sono accettati:
- SPID almeno di livello 2;
- CIE di livello 3;
- CNS;
- eIDAS.
La richiesta riguarda espressamente la riduzione o l’annullamento della seconda o unica rata di acconto IRPEF e/o cedolare secca. È importante rispettare il termine del 10 ottobre: dopo questa data l’INPS procederà con le attività previste sulla base dei dati ricevuti dall’Agenzia delle Entrate e delle risultanze della dichiarazione.
La richiesta, inoltre, viene presentata sotto la responsabilità del contribuente. È quindi il pensionato a dover valutare se l’importo dell’acconto indicato nel 730 debba effettivamente essere ridotto o azzerato.
Come i pensionati possono controllare il proprio 730 e le somme che verranno applicate
Prima di presentare un’eventuale richiesta di riduzione o annullamento dell’acconto, i pensionati possono verificare la situazione della propria dichiarazione dei redditi. Per farlo, l’INPS mette a disposizione il servizio “Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino”, accessibile con la propria identità digitale. Il servizio è disponibile anche attraverso l’app INPS Mobile.
Da qui è possibile controllare le risultanze della dichiarazione trasmesse all’INPS dall’Agenzia delle Entrate e avere quindi un quadro degli importi collegati al modello 730.
La verifica è particolarmente importante per chi sta valutando di chiedere la modifica dell’acconto: la richiesta del pensionato viene infatti presentata sotto la propria responsabilità.
Debito 730 a rate: attenzione alle tempistiche della dichiarazione
C’è infine un’altra informazione utile per chi dal 730 risulta avere un debito d’imposta e ha chiesto di pagarlo a rate. Se la dichiarazione dei redditi è arrivata all’INPS dopo giugno 2026, l’Istituto precisa che non è possibile garantire il numero di rate scelto dal contribuente.
Anche in questo caso è quindi importante controllare il proprio 730 e il cedolino della pensione, soprattutto se sono previste trattenute.
La scadenza più immediata resta però quella del 10 ottobre 2026: i pensionati che hanno indicato l’INPS come sostituto d’imposta e intendono chiedere, sotto la propria responsabilità, la riduzione o l’annullamento della seconda o unica rata di acconto IRPEF e/o cedolare secca devono trasmettere la richiesta entro quella data.




