Per i medici e gli altri dirigenti sanitari del Servizio sanitario nazionale arriva il nuovo contratto. A poco più di 7 mesi dal rinnovo del triennio precedente, il 7 ottobre è stato firmato l’accordo per il rinnovo 2025-2027 della dirigenza sanitaria. Un passaggio che porta nuove risorse nelle buste paga e introduce anche diverse novità sul piano delle indennità, del welfare e delle tutele sul lavoro.
L’intesa interessa circa 137.871 dirigenti della sanità, in larghissima parte medici, e mette sul tavolo risorse complessive per 968,14 milioni di euro. A regime l’aumento medio viene indicato in circa 560 euro lordi al mese, anche se l’effettivo incremento varierà in base alla posizione e alle altre voci della retribuzione. Vediamo nel dettaglio le novità.
Aumento di 560 euro lordi al mese per i dirigenti sanitari
La parte più attesa del nuovo contratto riguarda naturalmente gli stipendi. L’incremento medio a regime è di circa 560 euro lordi al mese. Non si tratta però di una cifra uguale per tutti i medici e dirigenti sanitari, perché il contratto comprende componenti diverse e una parte dell’aumento dipende dalle risorse destinate alle indennità. Infatti:
- circa 393 euro medi mensili derivano dagli stanziamenti contrattuali di base. Questa componente recepisce per la dirigenza sanitaria l’aumento del 5,4% previsto per il pubblico impiego;
- gli altri 167 euro medi sono invece collegati alle risorse aggiuntive destinate alle indennità. Di conseguenza, la traduzione concreta dell’aumento potrà essere diversa da una busta paga all’altra.
Il valore di 560 euro va quindi considerato come un aumento medio a regime, e non come una somma identica che tutti i medici troveranno ogni mese nello stipendio.
Quando arrivano tutti gli aumenti del nuovo contratto
Anche se l’accordo è stato firmato il 7 ottobre, gli aumenti non entrano tutti immediatamente in busta paga. Il rinnovo riguarda infatti il periodo contrattuale 2025-2027 e prevede una progressione degli incrementi nel corso del triennio. L’ultimo passaggio, corrispondente al 33% degli aumenti contrattuali, è previsto dal 1° gennaio 2027. Con arretrati che dovrebbero arrivare mediamente a 4.316 euro.
Questo significa che il valore di 560 euro mensili rappresenta l’incremento complessivo previsto quando il contratto sarà arrivato a regime.
Per i dirigenti sanitari assume quindi importanza anche il tema degli arretrati, legati agli aumenti riferiti al periodo contrattuale precedente alla piena applicazione degli incrementi. Le somme effettivamente spettanti dipenderanno dalla posizione individuale e dalle diverse componenti della retribuzione.
Più soldi anche con le indennità e la progressione della posizione
Il nuovo contratto non interviene soltanto sulla parte tabellare dello stipendio. Una delle novità riguarda la possibilità di incrementare le retribuzioni di posizione sulla base dell’esperienza maturata. Il percorso può partire dal terzo anno e richiede anche una valutazione non negativa.
Si tratta di un meccanismo che può incidere sulla retribuzione dei dirigenti nel corso della carriera, affiancandosi agli aumenti legati al rinnovo contrattuale.
Un’altra novità riguarda il welfare aziendale. Le risorse residue dei fondi destinati alla contrattazione integrativa potranno infatti essere utilizzate anche per finanziare misure di welfare a favore del personale.
Il contratto amplia quindi gli strumenti attraverso i quali una parte delle risorse disponibili può tradursi in benefici per i dipendenti, oltre alla componente direttamente presente nello stipendio.
Aggressioni, ferie e libera professione: cosa cambia per medici e dirigenti
Il rinnovo introduce anche nuove regole su alcuni aspetti che riguardano più direttamente la vita professionale dei dirigenti sanitari. Per esempio, viene prevista una disciplina per il supporto psicologico e il patrocinio legale nei casi di aggressione, sulla scia delle tutele già introdotte nel contratto del personale infermieristico.
Arrivano inoltre novità sul riconoscimento delle indennità durante i giorni di ferie, un tema diventato centrale dopo diverse pronunce giudiziarie che hanno messo in discussione le precedenti limitazioni.
Il contratto interviene infine sulla disciplina dell’attività libero-professionale intramoenia, con una riscrittura delle regole relative alla determinazione delle tariffe.
Il rinnovo del 7 ottobre segna quindi un passaggio importante per la dirigenza sanitaria: da un lato gli aumenti, che porteranno a regime circa 560 euro lordi medi in più al mese, dall’altro nuove regole su carriera, welfare e tutele professionali.




