Per chi fa il pieno di diesel, lo sconto sulle accise può aspettare. Il Governo, per il momento, non interviene per ridurre il peso delle imposte sui carburanti. A frenare l’attivazione delle cosiddette accise mobili sono i primi segnali di discesa dei prezzi e le iniziative delle compagnie petrolifere.
La notizia arriva mentre il gasolio resta sopra i 2 euro al litro. Per automobilisti, pendolari e lavoratori che utilizzano quotidianamente la macchina, quindi, il conto continua a essere pesante. Ma perché rimandare un aiuto quando le risorse sono disponibili?
Diesel a 2,19 euro: il prezzo Eni frena il taglio
A rendere meno urgente l’intervento pubblico è soprattutto il ritorno dei prezzi consigliati Eni per il gasolio a 2,19 euro al litro, annunciato venerdì. Una riduzione che alleggerisce la pressione sul Governo, impegnato nella preparazione della legge di Bilancio 2027.
Attenzione, però: un prezzo consigliato da una compagnia non coincide con il prezzo medio praticato da tutti i distributori.
Secondo i dati giornalieri del Mimit riportati nelle informazioni disponibili, il gasolio sulla rete stradale è passato da 2,258 a 2,252 euro al litro. In autostrada è sceso da 2,281 a 2,271 euro. Su un pieno da 50 litri, queste variazioni significano rispettivamente appena 30 e 50 centesimi di risparmio.
Anche Saras ha annunciato uno sconto sui carburanti consegnati in Sardegna dalla raffineria di Sarroch, fino al 31 ottobre.
Ci sono 160-170 milioni, ma lo sconto resta in attesa
Per finanziare un eventuale intervento sulle accise sarebbero disponibili 160-170 milioni di euro di extra-gettito. Sono risorse utilizzabili soltanto per questa finalità e da spendere entro la fine dell’anno.
Il taglio, dunque, resta una possibilità: non è stato cancellato definitivamente. Una data da osservare è il 31 ottobre, quando scadrà il price cap Eni. Se i prezzi tornassero a salire, il Governo potrebbe intervenire con le accise mobili.
Nel frattempo, chi acquista gasolio non riceve un nuovo sconto fiscale sul rifornimento.
Carburanti, le variazioni dell’11 ottobre
La fotografia allegata riguarda il GPL, non il diesel. I dati pubblicati da Auto.it mostrano piccoli aumenti nelle ultime 24 ore: +0,004 euro al litro in Basilicata, +0,003 in Friuli Venezia Giulia e +0,002 in Sicilia.
Rincari di 0,001 euro interessano Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Marche e Veneto. Altrove i valori risultano invariati.
Il GPL costa mediamente 0,740 euro in Campania, 0,808 in Molise e 0,869 in Valle d’Aosta. Sulla rete autostradale il prezzo indicato è 0,895 euro al litro.




