La spesa per le pensioni aumenta, ma quasi un beneficiario su due resta sotto i 1.500 euro mensili. Nel 2025 il 45% dei pensionati si colloca sotto questa soglia: circa 7,4 milioni di persone. Un dato che racconta la distribuzione dei redditi meglio del solo aumento della spesa complessiva, arrivata a 372,45 miliardi di euro, il 2,3% in più rispetto al 2024.
L’Osservatorio INPS, pubblicato il 15 ottobre, fotografa un sistema nel quale convivono importi molto diversi, differenze territoriali e un persistente divario tra uomini e donne.
Sotto i 1.500 euro: cosa significa
Oltre 4,5 milioni di pensionati ricevono meno di mille euro mensili, mentre altri 2.871.778 si collocano tra mille e 1.500 euro. Insieme rappresentano il 45% dei beneficiari.
Attenzione, però: si considera il reddito pensionistico complessivo della persona, sommando eventuali prestazioni diverse. Non necessariamente, quindi, l’importo di una singola pensione.
Inoltre, gli importi statistici sono lordi e il valore mensile deriva dalla ripartizione del reddito annuo su dodici mesi: non coincide automaticamente con il netto del cedolino, anche perché molte pensioni prevedono tredici mensilità.
La distinzione conta: secondo l’INPS, il 32% dei pensionati percepisce almeno due prestazioni.
Spesa in crescita, ma aumentano anche i prezzi
Rispetto ai 364,13 miliardi del 2024, la spesa cresce di circa 8,3 miliardi. Aumentano però anche i beneficiari, passati da circa 16,3 a 16,4 milioni: l’incremento complessivo non equivale dunque a un identico aumento per ogni pensionato.
Sul bilancio familiare pesa poi l’inflazione. Secondo l’ISTAT, nel 2025 i prezzi sono cresciuti mediamente dell’1,5%, mentre gli alimentari non lavorati hanno segnato un aumento del 3,4%.
Questo significa che la crescita nominale degli importi va confrontata con il costo della vita. I dati aggregati, tuttavia, non permettono di stabilire quanto abbia guadagnato o perso in potere d’acquisto ciascun beneficiario.
Donne e Sud, gli importi più bassi
Le donne costituiscono il 51% dei pensionati, ma ricevono il 44% dei redditi pensionistici. La media annua è di 19.553 euro, contro i 26.031 degli uomini: una distanza di 6.478 euro.
Nel Mezzogiorno il 35,3% resta sotto mille euro mensili, contro il 20,2% del Nord. Una differenza territoriale di oltre quindici punti.
All’estremo opposto, i 477.654 pensionati con almeno 5.000 euro mensili rappresentano il 2,9% del totale e ricevono il 10,7% della spesa: una quota superiore all’8,6% destinato al 27,5% dei beneficiari con meno di mille euro.




