Il rinnovo dei contratti pubblici 2025-2027 entra in una fase decisiva. Dopo le firme che hanno interessato Scuola e Funzioni Centrali, cresce l’attesa per il contratto e gli Arretrati delle Funzioni Locali, che coinvolge oltre 403.000 dipendenti di Comuni, Regioni, Camere di commercio e altri enti territoriali.
La novità più recente è arrivata il 2 ottobre 2026, quando il Consiglio dei ministri ha autorizzato il parere favorevole del Governo sull’ipotesi di accordo sottoscritta all’ARAN il 21 luglio.
Il via libera rappresenta un passaggio importante, ma non equivale ancora alla firma definitiva. Per vedere aumenti e arretrati in busta paga occorre completare l’iter previsto.
Funzioni Locali, via libera agli aumenti di stipendio
Il nuovo CCNL delle Funzioni Locali riguarda 403.617 lavoratori e copre il triennio dal 1° gennaio 2025 al 31 dicembre 2027.
L’incremento economico a regime è pari al 5,36% del monte salari 2023, con aumenti medi differenziati secondo l’amministrazione di appartenenza.
Per i dipendenti comunali si parla di circa 152 euro lordi mensili per tredici mensilità, mentre per il personale degli altri enti l’incremento medio è di circa 141 euro lordi.
Gli importi rappresentano valori medi a regime e non corrispondono necessariamente all’aumento effettivo di ogni singolo dipendente.
Gli incrementi sono distribuiti su tre annualità, con decorrenza dal 1° gennaio 2025, dal 1° gennaio 2026 e dal 1° gennaio 2027.
Arretrati, quanto spetta ai dipendenti degli enti locali
Il rinnovo comporterà anche il riconoscimento delle differenze retributive maturate a partire dalle decorrenze previste dal contratto.
Secondo le elaborazioni diffuse dall’ARAN, gli arretrati medi calcolati fino a ottobre 2026 ammontano a circa 1.136 euro lordi.
La cifra non è uguale per tutti: dipende dall’area professionale, dalla posizione economica, dai periodi di servizio e dagli anticipi contrattuali già percepiti.
È importante ricordare che gli aumenti contrattuali comprendono gli anticipi già erogati. Pertanto, non tutte le somme indicate nelle tabelle si tradurranno in incrementi aggiuntivi dello stesso importo.
Per il pagamento degli arretrati bisognerà attendere la conclusione dell’iter contrattuale e le successive operazioni delle amministrazioni competenti.
Contratto Funzioni Locali, cosa manca alla firma definitiva
Il Governo ha espresso il proprio orientamento favorevole, ponendo però una condizione.
In sede di sottoscrizione definitiva dovranno essere recepite alcune indicazioni del Ministero dell’Economia e delle Finanze sulla retribuzione di posizione e di risultato.
Dopo il parere governativo, l’accordo deve completare i controlli previsti, compreso quello della Corte dei conti, prima della sottoscrizione definitiva.
Soltanto dopo questo passaggio il nuovo contratto potrà essere applicato dalle amministrazioni.
L’intesa non riguarda esclusivamente gli stipendi. Sono previste novità sulla contrattazione integrativa, sulle risorse decentrate, sulle tutele dei lavoratori e sull’impiego dell’intelligenza artificiale negli uffici pubblici.
Tra le innovazioni figura anche il riconoscimento del profilo professionale di Social Media e Digital Manager.
Scuola e Funzioni Centrali, contratti già firmati
La situazione è differente per altri comparti del pubblico impiego.
Per le Funzioni Centrali, il CCNL 2025-2027 è stato sottoscritto definitivamente il 6 agosto 2026. Il rinnovo prevede incrementi medi di circa 160 euro lordi mensili a regime, con applicazione delle nuove misure retributive attraverso NoiPA.
Per il comparto Istruzione e Ricerca, invece, la parte economica del contratto 2025-2027 è stata firmata definitivamente il 1° luglio 2026.
Gli aumenti riguardano docenti, personale ATA e le altre categorie comprese nell’accordo, secondo le rispettive tabelle.
Per la scuola resta da completare la parte normativa, mentre le disposizioni economiche già sottoscritte costituiscono il riferimento per gli adeguamenti stipendiali.
È quindi necessario distinguere tra comparti che hanno già concluso la fase economica del rinnovo e quelli che attendono ancora la firma definitiva.
Sanità, trattative e aumenti ancora da definire
Anche nel settore sanitario il rinnovo contrattuale 2025-2027 presenta situazioni differenti.
Per il personale non dirigente del Servizio sanitario nazionale è stata raggiunta un’ipotesi di accordo, con incrementi medi annunciati di circa 209 euro lordi mensili, che possono arrivare a circa 240 euro per gli infermieri, secondo le specifiche componenti retributive considerate.
Per la dirigenza medica e sanitaria, invece, il confronto all’ARAN risulta ancora in corso.
Le trattative prevedono un incremento contrattuale medio di circa 240 euro mensili lordi, al quale potrebbero aggiungersi ulteriori risorse previste dalla legge.
L’ARAN ha indicato ottobre come obiettivo per la conclusione del negoziato, ma una previsione di chiusura non deve essere confusa con un accordo già sottoscritto.
Contratti pubblici 2025-2027, chi aspetta ancora
Il quadro della contrattazione pubblica è dunque articolato.
Funzioni Centrali e parte economica della Scuola hanno già raggiunto la firma definitiva, mentre per le Funzioni Locali il passaggio più atteso è quello che consentirà di trasformare l’ipotesi di luglio in un contratto pienamente efficace.
Per la Sanità occorre distinguere il personale non dirigente, per il quale è stata raggiunta un’ipotesi, dalla dirigenza, ancora impegnata nel confronto negoziale.




