Reddito di cittadinanza, ancora percettori messi a lavorare senza stipendio e copertura previdenziale

Rdc puc

GENOVA – Giungono ancora notizie di percettori di Reddito di cittadinanza chiamati a prestare attivitĂ  lavorative nell’ambito dei Patti di utilitĂ  collettiva (Puc), assimilabili a normali attivitĂ  svolte da lavoratori subordinati. Ma, a differenza di coloro che hanno un contratto di lavoro dipendente, il percettore di Rdc non riceve alcuna retribuzione, con annessa copertura previdenziale.

Dopo le notizie che giungono da Reggio Emilia, altre se ne aggiungono da Genova, dove il Comune e la Direzione dell’Archivio di Stato hanno dato avvio al Puc chiamato “Insieme per l’Archivio di Stato di Genova“, che porterĂ  per almeno un anno otto percettori di reddito di cittadinanza a prestare servizio nelle due sedi locali dell’Archivio, quella di via Santa Chiara e quella di Genova Campi.

I percettori saranno coinvolti nel progetto per la durata di un anno, con possibilitĂ  di proroga.

«La questione legata alla mancanza di personale all’Archivio di Stato – dice il consigliere delegato alla Protezione Civile e alla Valorizzazione del volontariato Sergio Gambino al quotidiano Il Giornoè annosa e posso rassicurare sull’intenzione dell’amministrazione di tentare ogni strada possibile con ministero e governo per risolverla. Nel frattempo, però, d’accordo con la direzione, abbiamo trovato una soluzione che sicuramente non può essere definitiva, ma che è sicuramente importante e consentirĂ  all’Archivio di garantire la continuitĂ  dei servizi».

E lo scopo del progetto “Insieme per l’Archivio di Stato di Genova” è proprio quello di â€śconsentire una continuitĂ  dei servizi resi agli utenti da parte dell’Archivio, in particolare per quanto riguarda il servizio di sala di studi”.

“Le otto persone che approderanno all’Archivio di Stato – si legge sul quotidiano – si occuperanno, affiancando il personale in servizio, di attivitĂ  di accoglienza e vigilanza degli utenti, di supporto nelle attivitĂ  di movimentazione di unitĂ  archivistiche, di attivitĂ  di monitoraggio e assistenza al pubblico nella sala di studio, nella sala conferenza, nella sala mostre e negli altri locali dove è prevista la presenza di pubblico. I percettori collaboreranno con il personale anche per le attivitĂ  di valorizzazione dell’Archivio, come visite guidate, mostre, seminari, conferenze e incontri”.

Insomma vista la carenza di personale, l’Archivio genovese -che non può avvalersi in questa fase di contributi pubblici per le assunzioni – ha pensato bene di coinvolgere i beneficiari del Reddito di cittadinanza. Che saranno chiamati ad “affiancare” il personale in servizio svolgendo sostanzialmente le loro stesse mansioni, seppur in un ruolo di “supporto”.

In altri termini i percettori lavoreranno fianco a fianco dei lavoratori tutelati, svolgendo di fatto le stesse mansioni, senza però poter godere di stipendio e copertura previdenziale. Il tutto però solo percependo il sussidio mensile erogato da Inps perchè la legge dice che sono attivitĂ  dovute nell’ambito dei Puc e alla base di questo c’è un “rapporto previdenziale o assistenziale” e non di “lavoro”. Anche se si tratta di attivitĂ  connesse a esigenze strutturali e continuative dell’ente pubblico, e non occasionali, anche se riguardano l’attivitĂ  ordinaria dell’ente….e questo lascia sorgere piĂą di qualche dubbio.

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