AGRIGENTO – “Fabbricavano” societĂ agricole con lo scopo di truffare Inps e far ottenere le indennitĂ di disoccupazione e trattamenti malattia, contributi pensionistici, a falsi braccianti agricoli.
I fatti erano risalenti al periodo compreso fra il 2010 e il 2013. La macchina giudiziaria, a seguito delle indagini, si è messa in moto troppo tardi, fino al punto che la Seconda sezione penale della Corte d’Assise di Agrigento, presieduta da Wilma Angela Mazzara, ha dichiarato la prescrizione dei reati per tutti i 63 imputati.
Una truffa che quindi resta impunita grazie al ruolo giocato “dai tempi” lenti della giustizia italiana, che hanno portato alla non condanna dei 63 truffatori.
Nessun accoglimento, dunque, per la richiesta avanzata n una delle ultime udienze il pubblico ministero Antonella Pandolfi, che concludendo la requisitoria aveva sottolineato che non tutti i reati fossero prescritti e proposto condanne fra i 2 e i 7 anni di reclusione.
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