L’Inps ha “ripescato” e sbloccato 42mila domande di bonus 600 euro presentate in aprile da titolari di assegno ordinario di invalidità e lavoratori stagionali che erano state respinte. Lo ha comunicato l’istituto, che nel primo caso aveva scartato i richiedenti perché il decreto cura Italia non consentiva di cumulare l’invalidità con l’indennità riservata a autonomi e professionisti. Un “buco” sanato dal decreto Rilancio che ha consentito di avviare i pagamenti per 19mila persone. Nel caso degli stagionali, il problema per alcuni di loro era che la qualifica comunicata non coincideva con quella che risultava all’Inps. Ora l’anomalia è stata risolta e in 23mila potranno ricevere l’aiuto. Restano comunque quasi 800mila persone la cui domanda è stata respinta o risulta ancora in lavorazione.

In entrambi i casi saranno sbloccate sia la mensilità di marzo, mai ricevuta, sia quella di aprile, che nel frattempo l’Inps ha posto automaticamente in pagamento – senza bisogno di una nuova domanda – anche per gli autonomi che avevano già ricevuto l’indennità a marzo. Sempre per effetto delle novità introdotte dal decreto Rilancio, i titolari di assegno ordinario di invalidità che non l’abbiano ancora fatto potranno presentare domanda per le indennità entro lunedì 8 giugno. L’eventuale ammissione al pagamento di marzo comporterà anche il pagamento dell’indennità per il mese di aprile.

Lo stesso termine viene previsto per i titolari di Reddito di cittadinanza che, pur non avendo diritto all’indennità per il mese di marzo, possono beneficiare dell’integrazione del Reddito di cittadinanza stesso fino a capienza dei 600 euro (500 euro in caso di lavoratore agricolo) per il mese di aprile 2020. In caso di ammissione al beneficio non sarà quindi pagata l’indennità, ma esclusivamente una integrazione del rdc.

L’istituto ricorda inoltre che il decreto Rilancio ha allargato la platea degli aventi diritto al bonus. Ora i beneficiari iscritti al Fondo dei Lavoratori dello Spettacolo possono chiederlo anche se hanno almeno sette contributi giornalieri versati nel 2019 da cui derivi nel medesimo anno un reddito non superiore a 35.000 euro. Coloro che avevano già presentato domanda con il requisito previsto dal cura Italia – 30 contributi giornalieri nel 2019, reddito fino a 50mila euro – non devono presentarne una nuova.

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Fonte: ilfattoquotidiano.it