La parentesi dello Smart Working (o anche Lavoro Agile) dell’«Emergenza Covid-19», confuso anche con il ”lavoro da casa“ a causa del distanziamento sociale dovuto al lockdown, potrebbe terminare il prossimo 31 luglio, data ultima prevista dal DL Rilancio.

Da quel momento in poi tornerebbero le regole stabilite dal decreto legislativo 81/2017, salvo accordi sindacali e individuali che abbiano regolamentato il lavoro agile in modo strutturale.

Alcune di queste regole sono messe in evidenza da Il Sole 24 Ore in Edicola oggi:

“Oltre ai regolamenti e agli accordi individuali, è necessario predisporre un’adeguata policy sull’uso degli strumenti informatici e sulle modalità di controllo a distanza, nel rispetto delle previsioni dell’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori. Senza questa policy, non è possibile utilizzare i dati acquisiti attraverso gli strumenti di lavoro usati dal lavoratore agile”.

“Non meno importante (anche per la protezione dei dati aziendali) è un codice disciplinare che individui le condotte sanzionabili, connesse all’esecuzione della prestazione lavorativa all’esterno dei locali aziendali”.