Dopo tre settimane di sospensione, tornano gli sconti governativi sui carburanti. Dal 30 luglio al 6 agosto 2026 entrerà infatti in vigore il nuovo bonus accise di 8 giorni, una misura temporanea che interesserà esclusivamente il gasolio.
L’obiettivo è contenere almeno in parte gli effetti del forte rincaro registrato nelle ultime settimane e offrire un sollievo a milioni di automobilisti, pendolari e lavoratori che utilizzano ogni giorno veicoli diesel.
Dal 30 luglio taglio di 17 centesimi al litro
Il decreto prevede una riduzione complessiva di circa 17 centesimi al litro, considerando sia il taglio dell’accisa sia il conseguente effetto sull’Iva. Lo sconto riguarda esclusivamente il gasolio, il cui prezzo medio aveva raggiunto i 2,185 euro al litro, dopo un aumento di oltre 30 centesimi nel solo mese di luglio.
Con l’entrata in vigore della misura, il prezzo medio del diesel dovrebbe tornare intorno alla soglia psicologica dei 2 euro al litro, mentre la benzina, attestata intorno a 1,98 euro al litro, resterà esclusa dall’agevolazione.
Come viene finanziato il bonus
Il provvedimento mobilita complessivamente 125 milioni di euro, pari a circa 12,5 milioni al giorno. Solo una parte delle risorse proviene dalle cosiddette accise mobili, alimentate dall’extragettito Iva di giugno. La quota più consistente, circa 100 milioni di euro, viene invece finanziata con risorse del bilancio dello Stato, utilizzando le sanzioni Antitrust e il Fondo per gli interventi strutturali di politica economica del Ministero dell’Economia.
Il decreto stanzia inoltre 22 milioni di euro di crediti d’imposta destinati agli autotrasportatori per il mese di luglio, che si aggiungono ai 300 milioni già previsti nei precedenti interventi.
Il 4 agosto la decisione sulla proroga
Lo sconto terminerà il 6 agosto, ma il Governo ha già fissato un nuovo Consiglio dei ministri per il 4 agosto. In quella sede saranno valutati l’andamento del prezzo del petrolio e dei carburanti per decidere se rifinanziare la misura.
Nelle ultime sedute il Brent è sceso da circa 97 a 90 dollari al barile, un segnale che potrebbe favorire un calo dei prezzi alla pompa. Se però i rincari dovessero proseguire, l’Esecutivo potrebbe decidere di prorogare il bonus oltre gli attuali 8 giorni, reperendo nuove coperture finanziarie.




