“La completa assenza di confronto sulle politiche governative, a partire dal DL Rilancio, per il settore dell’automotive sta generando confusione e incertezza. In un momento di profonda crisi del mercato e di ulteriore peggioramento della situazione industriale e occupazionale le notizie che trapelano sulla decisione di incentivare l’acquisto di auto con emissioni addirittura superiori a quelle stabilite dalla Commissione europea è un danno per i lavoratori e per l’ambiente. Le risorse pubbliche devono servire a un piano per favorire la transizione industriale e di mercato utili a garantire gli obiettivi UE e la ripartenza della ricerca, sviluppo e produzione con la conseguente tutela degli addetti.

E’ necessario incentivare la riduzione degli stock di auto già nel canale di distribuzione, tali incentivi devono sostenere la domanda per le auto entro i limiti imposti dalla normativa comunitaria privilegiando il rinnovo delle flotte pubbliche e private.

Il governo italiano a differenza dei governi tedesco e francese continua a non voler confrontarsi su un piano industriale di settore con sindacati e imprese e adotta iniziative estemporanee senza una strategia sul futuro.

Il futuro dei lavoratori italiani dell’automotive ha due tappe importanti: prestito con garanzia dello Stato e la fusione con Psa. Se non ora, quando il confronto con il Governo?”.

Lo dichiarano Michele De Palma, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore automotive e Simone Marinelli, coordinatore nazionale per la Fiom-Cgil.

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 18 giugno 2020

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Fonte: fiom-cgil.it