“Durante l’emergenza dovuta alla pandemia del Covid-19 abbiamo chiuso le fabbriche, con scioperi e fermate delle attività produttive, per anteporre la salute e la sicurezza dei lavoratori al profitto e al mercato, per tutelare la salute di tutti. Oggi siamo in piazza per riaccendere l’attenzione sulle vecchie e nuove crisi industriali del nostro Paese, tutte senza risposta. Per mettere insieme tutte le vertenze metalmeccaniche e chiedere al governo e al sistema delle imprese risposte concrete ai problemi dei lavoratori, il rilancio degli investimenti pubblici e privati, la salvaguardia dell’occupazione anche con la proroga del blocco dei licenziamenti.

Vogliamo che siano attivati tavoli di settore sugli asset strategici dell’industria del nostro Paese, rivendichiamo il blocco dei licenziamenti e nuovi ammortizzatori sociali universali, la formazione e la riduzione degli orari, un rinnovato intervento pubblico in economia per dare risposte ai lavoratori, alle tante crisi industriali e per dare prospettiva all’industria metalmeccanica nel rispetto di vincoli sociali e ambientali.

Le ingenti risorse che stanno arrivando, anche dall’Europa, devono essere utilizzate per una svolta che metta al centro le persone e l’ambiente. La mancanza di politiche industriali negli ultimi vent’anni ha indebolito il tessuto produttivo e precarizzato il lavoro, così come il taglio della spesa sociale ha smantellato le protezioni sociali e il welfare.

È ora di una cambiare modello di sviluppo, innovare prodotti e tecnologie garantendo la compatibilità sociale e ambientale del sistema industriale del nostro Paese. E’ inaccettabile che il Governo possa pensare che il sindacato si occupa esclusivamente della cassa integrazione e dei licenziamenti, mentre le politiche industriali si fanno con le imprese. Confindustria da sola non riesce a fare gli interessi del Paese. Confindustria sbaglia quando annuncia di voler superare il contratto nazionale. Il lavoro va valorizzato non impoverito. Dobbiamo rimettere al centro il lavoro, le persone e le loro competenze, difendere e rilanciare il ruolo della contrattazione, a partire dal rinnovo del contratto nazionale dei metalmeccanici.

Oggi a piazza del Popolo abbiamo dato vita ad una grande assemblea dei metalmeccanici, ma se non arriveranno risposte siamo pronti alle mobilitazioni e allo sciopero”.

Lo dichiara in una nota Francesca Re David, segretaria generale Fiom-Cgil

Fiom-Cgil/Ufficio Stampa

Roma, 25 giugno 2020

 

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Fonte: fiom-cgil.it