Nella giornata di ieri sono stati divulgati dall’INPS i dati, aggiornati al 29 giugno 2020, sulle integrazioni salariali Covid-19 erogate direttamente dall’Istituto.

Con riguardo al numero dei lavoratori ancora completamente a digiuno di ogni mensilità l’INPS scrive: “al 29 giugno, il numero dei lavoratori che non ha mai preso almeno un pagamento, sulle domande presentate entro il 31 maggio, è 17.574.

Nel documento inoltre vengono evidenziati i numeri di coloro che attendono sulla base di domande regolarmente presentate dopo il 31 di maggio: 322.707 lavoratori, che tuttavia hanno già ricevuto almeno un pagamento riferito a integrazioni mensili di periodi precedenti (sr41 ricevuti fino al 31 maggio)”.

Infine – precisa l’Istituto – “sulla base delle domande regolarmente presentate, i lavoratori che non hanno ricevuto almeno un pagamento al 29 giugno sono 132.815, per la maggior parte però (115.241) sono domande ricevute a giugno (132.815 – 17.574 = 115.241)”.

Le 115.241 domande ricevute solo a giugno dimostrano come molte imprese e consulenti abbiano inviato tardi la domanda all’INPS, probabilmente anche a causa degli errori di trasmissione ad un fondo piuttosto che ad un altro (ad esempio è stata richiesta la Cassa in deroga anziché il FIS).

I ritardi dei pagamenti ai lavoratori dunque sono anche una conseguenza di questi invii posticipati.