Nonostante l’Emergenza Covid19 e le difficoltà di sistema le imprese stanno provando a rialzarsi e quindi anche a ricercare personale, che vista la situazione incerta non può che riguardare contratti a termine. Solo nel settore del Turismo e dei Servizi sono previste – secondo i dati Unioncamere – circa 263 mila assunzioni a termine, molte delle quali per stagionalità, a partire dal mese di luglio (fonte: Agenzia Nova).

Le rigide regole del Decreto Dignità, voluto dall’ex Ministro del Lavoro Luigi Di Maio, tuttavia frenano le iniziative imprenditoriali. A denunciare la situazione è, con un titolo di prima pagina, il quotidiano Libero in Edicola oggi:

“non potendo più rinnovare i contratti oltre i due anni ed essendo diventato complicato anche confermarli dopo i primi 12 mesi, le aziende hanno iniziato a mettere in atto una sorta di turn over del precariato, cambiando periodicamente il personale. Non solo. I posti a tempo determinato sono stati progressivamente sostituiti da occupati fissi ma part time (imposto), in modo da incidere meno sui costi aziendali”.

Dunque, secondo il quotidiano milanese, al quadro generale di un’economia stagnante che non stimola le imprese ad ampliare gli organici, si aggiungono anche i vincoli del Decreto Dignità, i cui effetti – per ora – sono stati sterilizzati fino al 30 agosto, ma che le imprese vorrebbero abolire o almeno prorogare fino alla fine dell’anno.