Preoccupa ad una parte del Governo il riflesso che l’acuirsi della crisi potrà avere sulle domande di Reddito di Cittadinanza. Preoccupa in particolare il Partito Democratico che vorrebbe rivedere le regole e la platea dei beneficiari poichè dal 2021 è previsto un balzo del costo complessivo fino a 9,5 miliardi di euro, rispetto ai 7,3 miliardi autorizzati. Quindi il Governo potrà trovarsi a dover gestire un deficit su questa voce di Bilancio superiore ai 2 miliardi.

Contrario a ogni ipotesi di modifica è il M5S, che del RdC ne ha fatto sempre una bandiera, ma questa volta il partito dei “grillini” trova anche il muro del Premier Giuseppe Conte, sempre più convinto che vadano apportate delle modifiche, in particolare sui controlli.

Sul quotidiano Il Mattino in edicola oggi si legge:

“Per scovare i furbetti potrebbero essere dati più poteri ai Comuni che oggi che oggi eseguono verifiche relative alle informazioni contenute nell’Isee sul 5 per cento dei percettori residenti. I Cinquestelle però fanno muro sui controlli e preferiscono spostare il discorso sugli sgravi per le imprese che assumono i beneficiari: sgravi che potrebbero essere estesi già dall’anno prossimo a tipologie di contratto diverse dal tempo pieno e indeterminato”