Il giorno 7 ottobre, nell’ambito della trattativa per il rinnovo contrattuale con Federmeccanica e Assistal, dopo i confronti avuti nelle settimane precedenti su tutti gli aspetti normativi, si è discusso degli aspetti retributivi: a fronte delle richieste contenute nella piattaforma sindacale, la Controparte ha chiarito formalmente che la proposta datoriale è la mera conferma del meccanismo di rivalutazione dei minimi contrattuali sulla base dell’IPCA a consuntivo definito nel CCNL 2016.

Dopo 11 mesi di confronto non si è mai entrato nel vivo della trattativa, ad oggi non abbiamo ricevuto un solo testo sulle altre parti già discusse nei precedenti incontri che consentisse di capire se ci sono risposte positive alle richieste avanzate sulle altre parti normative.

Si tratta di una posizione di chiusura rispetto alle richieste sindacali che la Delegazione Sindacale valuta insoddisfacente e ritiene che già da domani si debbano programmare e poi tenere attivi unitari e assemblee in azienda – sempre nel rispetto delle misure per il contrasto del Covid 19 – e proclama lo stato di mobilitazione con lo sciopero delle prestazioni straordinarie e delle flessibilità.

Il negoziato avrebbe dovuto proseguire nelle giornate di domani, 8, di mercoledì 14 e giovedì 15 con gli argomenti programmati ma la controparte, dopo la replica della delegazione sindacale, ha deciso di subordinarne lo svolgimento al ritiro dello stato di mobilitazione.

Questo dopo 9 mesi di contratto scaduto non è accettabile e quindi il negoziato è stato interrotto per responsabilità di Federmeccanica e Assistal.

Fim-Fiom-Uilm nazionali

Roma, 7 ottobre 2020

 

 

 

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Fonte: fiom-cgil.it