Il rinnovo interessa oltre un milione e mezzo di lavoratrici e lavoratori, operanti in imprese di ogni dimensione e dei settori più diversi, dalla siderurgia all’informatica, dal manifatturiero a tutte le grandi filiere dell’industria.

“Nel periodo del lockdown i lavoratori sono stati indispensabili, prima per far chiudere le imprese, scioperando e metterle in sicurezza, e poi per riprenderne l’attività il prima possibile, proprio perché le avevano messe in sicurezza. Considerati indispensabili allora, non possono essere ignorati oggi”. E’ netta e decisa Francesca Re David, Segretaria Generale della Fiom-Cgil quanto parla della trattativa per il rinnovo dei contratto collettivo dei metalmeccanici industria che in questa fase affronta la sua settimana decisiva.

Il confronto con Federmeccanica e Assistal – e gli altri sindacati Fim e Uilm – , si avrà oggi e domani (7/8 ottobre) a Roma. Il passaggio è ritenuto fondamentale perchè “ballano” 145 euro di aumento retributivo, a tanto ammonta la richiesta sindacale.

“In questi anni i metalmeccanici hanno visto il loro salario fortemente indebolito, spiega Francesca Re David, rimarcando come ora sia necessario “restituire una ricchezza che anche negli anni della crisi le imprese hanno accumulato, perché oggi producono la stessa ricchezza del 2007, che però è andata solo da una parte”.

Un accordo senza aumenti, dunque, è impensabile: “Lo scorso rinnovo si è chiuso praticamente senza salario e con l’impegno, non mantenuto dalle aziende, di estendere la contrattazione integrativa. I metalmeccanici italiani, insomma, si sentono in credito”.

“Se Federmeccanica ci dirà zero – avverte però la Segretaria Fiom – ovviamente bisognerà trovare il modo di farle cambiare idea”.

Fonte: Collettiva.it