AGI – La proroga di un anno di Opzione donna e Ape sociale (con l’allargamento della platea di quest’ultima a chi non percepisce la Naspi); la piena copertura previdenziale per il part time verticale; una misura per sterilizzare gli effetti negativi del Pil sulla rivalutazione del montante contributivo; la riduzione della soglia da 1.000 a 500 dipendenti per il contratto di espansione; il mantenimento fino a 7 anni dell’isopensione, valutando la possibilità di introdurre la Naspi per il primo periodo di uscita; la definizione di un periodo di silenzio-assenso per rilanciare l’adesione alla previdenza complementare; una norma per rendere esigibile il Fondo esattoriali; la proroga dei termini per le due Commissioni di studio sulla separazione tra assistenza e previdenza e sui lavori gravosi.

Sono le decisioni assunte dalla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo al tavolo con Cgil, Cisl e Uil sul sistema previdenziale, in vista della legge di Bilancio.

Il confronto in sede tecnica proseguirà su alcuni aspetti più specifici, in particolare rispetto alla gestione dell’Ape sociale e della norma sui precoci, fra cui l’inserimento di alcune categorie professionali fra i lavori gravosi, come il personale sanitario e socio-assistenziale, la semplificazione delle procedure per accede a questi strumenti, l’eliminazione di alcuni vincoli troppo stringenti, come i 30 anni per gli edili, l’anticipo dell’erogazione del Tfr/Tfs nel pubblico impiego. Il tema dei lavoratori fragili richiederà un approfondimento maggiore e più incontri.

Sindacati parzialmente soddisfatti

Le organizzazioni sindacali apprezzano le aperture ma sottolineano di non aver ricevuto risposte su altre due rivendicazioni: la risoluzione definitiva della questione esodati e l’estensione della quattordicesima ai titolari di pensione inferiore ai 1.500 euro. Inoltre, chiedono di fare di più per le donne, per i lavoratori fragili, sul contratto di espansione e sull’isopensione. 
 

Catalfo ha infine rinviato la discussione sulla riforma più complessiva del sistema al 2022, quando andrà in scadenza la sperimentazione di Quota 100, mentre Cgil, Cisl e Uil ritengono che il tema vada affrontato al più presto per dare certezze ai lavoratori ed alle lavoratrici. 

Continua a leggere qui

Fonte: agi.it