Badanti Extracomunitarie, le 20 Ore Possono Far Saltare l’Assunzione: Ecco Quando Sono Obbligatorie

Assumere una badante extracomunitaria residente all’estero richiede il rispetto di regole precise. Il contratto deve prevedere, in determinati casi, almeno 20 ore di lavoro settimanali. Attenzione, però: questo obbligo non vale per tutte le assunzioni e non è previsto dal CCNL Lavoro Domestico. Ecco quando si applica e cosa bisogna sapere

Quando le 20 ore sono obbligatorie

Il requisito delle 20 ore settimanali riguarda l’assunzione di una badante extracomunitaria residente all’estero attraverso la procedura prevista dal Decreto Flussi.

In questa situazione il datore di lavoro deve richiedere il nulla osta al lavoro per consentire l’ingresso del lavoratore in Italia. Tra le condizioni previste dalla normativa rientra anche un contratto con un orario non inferiore a 20 ore settimanali.

Se il contratto non rispetta questo requisito, la domanda potrebbe non soddisfare le condizioni richieste per il rilascio del nulla osta e la procedura di assunzione rischia di non concludersi positivamente.

Se la badante è già in Italia il requisito cambia

La situazione è diversa quando la badante extracomunitaria soggiorna già regolarmente in Italia ed è titolare di un permesso di soggiorno che consente di lavorare.

In questo caso l’assunzione segue le ordinarie regole previste per il lavoro domestico e non esiste un obbligo generale di stipulare un contratto di almeno 20 ore settimanali.

Le parti possono concordare anche un orario inferiore, purché vengano rispettati il CCNL Lavoro Domestico 2025-2028, le retribuzioni minime, gli obblighi contributivi e tutte le altre disposizioni previste dalla legge.

Cosa prevede il CCNL Lavoro Domestico

Uno degli errori più frequenti consiste nel ritenere che sia il CCNL Lavoro Domestico a imporre il limite minimo delle 20 ore.

In realtà il contratto collettivo disciplina il rapporto di lavoro sotto altri aspetti, tra cui:

  • livelli di inquadramento;
  • retribuzioni minime;
  • orario di lavoro;
  • ferie;
  • permessi;
  • malattia;
  • preavviso;
  • trattamento di fine rapporto (TFR).

L’obbligo delle 20 ore settimanali, invece, deriva esclusivamente dalla normativa che disciplina l’ingresso in Italia dei lavoratori extracomunitari nell’ambito del Decreto Flussi e non dal contratto collettivo.

Non contano solo le 20 ore: gli altri requisiti da rispettare

L’orario minimo rappresenta solo uno dei requisiti richiesti per assumere una badante extracomunitaria residente all’estero.

Il datore di lavoro deve inoltre:

  • presentare la domanda secondo le modalità e nei termini previsti dal Decreto Flussi;
  • garantire, nei casi previsti dalla normativa, un alloggio idoneo;
  • impegnarsi a sostenere le eventuali spese di rientro del lavoratore nel Paese di origine;
  • dimostrare, quando richiesto, il possesso dei requisiti economici previsti per il rilascio del nulla osta.

Fa eccezione il caso in cui il datore di lavoro sia la stessa persona non autosufficiente che necessita dell’assistenza:in questa situazione la normativa non richiede la dimostrazione di un reddito minimo ai fini della richiesta del nulla osta. Se, invece, ad assumere è un familiare della persona assistita, il requisito della capacità economica continua ad applicarsi.

Badanti extracomunitarie: quando sono obbligatorie le 20 ore?

Per evitare dubbi, ecco uno schema riassuntivo.

Le 20 ore settimanali sono richieste quando:

  • la badante extracomunitaria risiede all’estero;
  • l’assunzione avviene tramite la procedura prevista dal Decreto Flussi.

Le 20 ore non costituiscono invece un obbligo generale quando:

  • la badante è già regolarmente presente in Italia;
  • possiede un permesso di soggiorno che consente di lavorare;
  • il rapporto viene instaurato secondo le ordinarie regole del CCNL Lavoro Domestico.