Ore di 60 minuti ridotte, pause tra lezioni sincrone, obbligo della segnalazione delle assenze e presenze sul registro elettronico, device in comodato d’uso per i precari e formazione per i maestri e i professori. Ma non solo. Arriva anche l’elemento di chiarezza sui docenti a casa in quarantena con sorveglianza attiva: “Fino all’eventuale manifestarsi dei sintomi della malattia, benché il periodo di quarantena sia equiparato, come si è visto, al ricovero ospedaliero, il lavoratore non è da ritenersi incapace temporaneamente al lavoro ed è dunque in grado di espletare la propria attività professionale in forme diverse”. Sono questi i termini definiti dal contratto nazionale integrativo firmato ad oggi solo da Cisl e Anief i cui contenuti sono già stati diffusi nel tardo pomeriggio ai dirigenti scolastici da una nota firmata dal capo dipartimento Marco Bruschi, che in queste ore sta trattando con la Federazione lavoratori della conoscenza (Flc) Cgil per ottenere la loro firma e salvaguardare il documento.

Sull’accordo si registra, infatti, una storica spaccatura tra i Confederali. Da una parte Cisl e Anief, dall’altra la Flc Cgil, la Uil, lo Snals e la Gilda con la prima che chiede di incontrare sulla partita la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina. Un appuntamento che è già in calendario per altre questioni per mercoledì e che potrebbe essere il luogo per trovare l’intesa. “Il contratto – spiega il segretario nazionale della Flc Cgil Francesco Sinopoli – può rappresentare davvero un punto di svolta nel difficile rapporto di questi mesi tra organizzazioni sindacali e il ministero dell’Istruzione. La sottoscrizione dovrà per noi essere accompagnata da un forte impegno politico del ministro per un confronto permanente e continuativo. Bisogna approntare le azioni necessarie per sostenere la formazione del personale e i docenti più in difficoltà in particolare i precari, in termini di strumentazione informatica e di costi delle connessioni”. Sinopoli è intenzionato a siglare l’accordo ma di fronte alla Azzolina e non a Bruschi.

Durissima la posizione del segretario Uil Scuola, Pino Turi: “Non firmerò questo contratto perché manca il presupposto principale ovvero l’affidabilità della ministra Azzolina. Per arrivare a siglare un tale provvedimento c’è bisogno di tempo e invece ci hanno chiesto di farlo nel giro di poche ore”. Di tutt’altro parere la segretaria della Cisl Scuola, Lena Gissi: “Abbiamo fatto una trattativa che ha portato a dei risultati. Era urgente regolamentare l’attività delle lezioni online vista l’ accelerazione dell’uso della didattica digitale. Noi abbiamo scelto di firmare per garantire i lavoratori lasciando da parte le questioni relative ai rapporti con la ministra. Qualcuno degli altri leader ha definito questo contratto una “burla” ma non è così. L’unità sindacale non significa annullare la propria identità. Non perseguo un’ideologia politica e vado incontro ai bisogni degli iscritti”.

Intanto nel tardo pomeriggio il capo dipartimento Marco Bruschi ha inviato una nota ai dirigenti scolastici per anticipare i contenuti dell’accordo: “L’ipotesi di contratto, già sottoscritta da Cisl e Anief, è a tutt’oggi in via di perfezionamento per quanto concerne le sottoscrizioni di quelle organizzazioni sindacali che, in sede di contrattazione, hanno dichiarato di condividerne nel merito i contenuti, fermo restando il completamento dell’iter previsto dalla normativa vigente. L’amministrazione ritiene improrogabile comunque la trasmissione dell’ipotesi, nell’interesse esclusivo di regolare la materia in parola a vantaggio delle istituzioni scolastiche, e dare alcune indicazioni che non si discostano da quanto ad ora pattuito”. Nel merito la contrattazione prevede per prima cosa la salvaguardia della scuola in presenza per i disabili e per gli alunni con bisogni educativi speciali. Per gli insegnanti il contratto prevede che la Didattica digitale integrata “sarà svolta anche dal docente in quarantena fiduciaria o in isolamento fiduciario, ma non in malattia certificata, esclusivamente per le proprie classi, ove poste anch’esse in quarantena fiduciaria. In caso le stesse classi possano svolgere attività in presenza, il docente in quarantena o isolamento fiduciario, ma non in malattia certificata, svolgerà la Ddi laddove sia possibile garantire la compresenza con altri docenti non impegnati nelle attività didattiche previste dai quadri orari ordinamentali”.

Nessuno sconto per quanto riguarda gli impegni assunti all’inizio dell’anno da parte dei maestri e dei professori: “Il piano delle attività deliberato dal collegio docenti dovrà essere seguito”. Capitolo a parte per le quote orarie minime di lezione: “Il personale docente sarà tenuto al rispetto dell’orario di servizio nonché alle prestazioni connesse all’esercizio del profilo professionale di cui al Ccnl vigente e assicurerà le prestazioni didattiche nelle modalità a distanza, utilizzando gli strumenti informatici o tecnologici a disposizione, nel rispetto di quanto previsto dalle Linee guida sulla Didattica digitale integrata”. Il tutto sarà fatto secondo l’organizzazione del collegio docenti e in modalità sincrone a asincrone. Il contratto chiarisce, inoltre, anche che gli insegnanti dovranno compilare il registro elettronico per segnare assenze e presenze e che le istituzioni scolastiche attiveranno la necessaria formazione al personale docente sulla Ddi.

L’articolo Scuola, il contratto integrativo sulla didattica a distanza spacca i sindacati. Le novità: docenti asintomatici possono insegnare in quarantena proviene da Il Fatto Quotidiano.

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Fonte: ilfattoquotidiano.it