Sul Decreto Ristori 5 tutto tace. Ristori alle aziende e partite Iva colpite dalle chiusure e dalle crisi conseguente, Cig, Bonus e Naspi per i lavoratori, nuovi fondi per il Rdc e per la Sanità, questi i principali provvedimenti che vi saranno inseriti.
I tecnici governativi hanno preparato la documentazione, fatto le simulazioni dei costi a carico del Bilancio statale e abbozzato il testo finale, ma è stata oramai presa la decisione di rimettere tutto nelle mani del nuovo Governo.
Si sofferma su questo aspetto Huffpost.it sulle cui pagine web si legge:
“La decisione di affidare il decreto al prossimo Governo allungherà inevitabilmente i tempi di erogazione dei nuovi aiuti. Dipenderà in gran parte dall’evoluzione della crisi (la formazione del nuovo esecutivo, il giuramento, la fiducia in Parlamento e tutti gli altri passaggi istituzionali), ma anche da come cambieranno i nuovi equilibri dentro alla maggioranza (nell’ipotesi in cui vada in porto l’assetto tracciato dal capo dello Stato e ora affidato a Fico e ai partiti). E poi, ancora, da altre questioni. Se cambia il ministro dell’Economia o quello del Lavoro, cambia anche l’impostazione del lavoro sul decreto. Reggerà la linea politica di privilegiare il credito d’imposta sui soldi a fondo perduto, a sua volta nata dalla necessità di tranquillizzare Bruxelles sui conti pubblici? Dove sarà collocata l’asticella dei nuovi ristori? Sono aspetti tecnici, ma anche politici. Un conto è calibrare gli aiuti su un calo del fatturato del 33%, un altro scegliere una percentuale differente. Le perdite, e quindi gli aiuti, faranno riferimento all’intero 2020 o solo a un semestre? Sono questioni aperte. La responsabilità delle risposte è sulle spalle del prossimo governo. Da queste risposte si gioca una fetta importante del consenso iniziale“.
(In foto il “dimissionario” Premier Giuseppe Conte mentre parla col Ministro dell’Economia Roberto Gualtieri)
Fonte: Huffpost.it




