Nel decreto Sostegni bis che è slittato alla settimana prossimaì – salvo colpi di scena – ci sarà una norma che stabilirà l’ulteriore proroga dell’invio delle cartelle fino al 31 maggio. Che dovrebbe diventare il termine ultimo. Stando a quanto si apprende da fonti giornalistiche l’esecutivo non intenderebbe andare oltre quel termine, dopodiché si riprenderà l’attività di riscossione che, per ridurre l’impatto sui conti delle imprese, potrebbe proseguire con la rateizzazione delle cartelle. 

Nei giorni scorsi era stata avanzata l’ipotesi che le partite Iva, iscritte nell’elenco delle attività che hanno beneficiato dei contributi a fondo perduto (poichè tra quelle colpite dagli effetti della pandemia), potessero richiedere una rateizzazione degli importi dovuti fino a 10 anni.

Come potrebbe funzionare il nuovo sistema di rateizzazione lo spiega Il Sole 24 Ore in edicola oggi:

“la ripartenza dei 40 milioni di notifiche che si sono accumulate nei lunghi mesi di congelamento da Covid sarà diluita in almeno due anni, come già previsto dal primo decreto sostegni. Ma al ministero dell’Economia si lavora a un calendario più lungo da riservare alle imprese più colpite dalla crisi. Il punto di riferimento è il meccanismo delle rateizzazioni che già oggi le regole riconoscono alle persone fisiche, in un piano di pagamenti che si può allungare fino a sei anni per chi ha redditi non superiori a 100mila euro l’anno. L’idea, promossa in particolare dal sottosegretario all’Economia Claudio Durigon (Lega), è quella di applicare un meccanismo analogo alle imprese e alle partite Iva più colpite dagli effetti economici della pandemia, individuate con il solito criterio del calo del fatturato pari almeno al 30% rispetto ai livelli pre-crisi. Sul tavolo in realtà ci sono anche ipotesi più ambiziose che snocciolano dilazioni in 10 anni. Ma la sorte di questa discussione resta sempre appesa alla difficile partita che circonda tutto l’impianto delle coperture”.

Dunque i debiti fiscali potranno essere diluiti in 2, forse 6, si parla addirittura 10 anni. La soluzione non è stata ancora trovata. Quel che appare certo però è che sarà offerta una tempistica più lunga a coloro che sono stati colpiti dalle chiusure in modo da poter dare ‘respiro’ ai bilanci aziendali già pesantemente colpiti dagli effetti dalla pandemia e dei decreti Covid.

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