Mentre sindacati e istituzioni discutono con l’azienda per evitare i licenziamenti, venerdì scorso la Manifattura Riese di Carpi ha formalmente aperto la procedura per i licenziamenti collettivi degli 82 dipendenti.

Per questo Femca Cisl Emilia Centrale, Filctem Cgil Modena e Filcams Cgil Modena hanno proclamato uno sciopero che si terrà domani – mercoledì 19 maggio – per otto ore sia nello stabilimento di Carpi che nei punti vendita sparsi in Italia.

Appena pochi giorni fa – mercoledì scorso 12 maggio – il liquidatore, incontrando l’assessorato regionale al Lavoro, il servizio regionale delle Politiche attive, i Comuni di Carpi e Rio Saliceto, i sindacati, la propria associazione datoriale (Unindustria Reggio Emilia) e decine di lavoratori presenti in qualità di spettatori, aveva preso l’impegno di congelare la procedura di mobilità, in attesa del secondo round previsto domani in Regione.

A fronte di ciò, Femca, Filcams e Filctem avevano ritenuto opportuno fermare le iniziative sindacali e i presidi affinché la trattativa potesse proseguire con maggiore serenità.

Eppure la procedura è stata aperta e, se non si trova una soluzione entro 45 giorni, partiranno le lettere di licenziamento degli 82 lavoratori che producono il noto marchio Navigare.

Colpisce in questa vicenda il silenzio del socio di minoranza (detiene il 20%) Massimo Brunetti, componente della famiglia che ha fondato la Manifattura Riese nel 1961 e l’ha gestita fino al 2015, quando ha venduto l’80% delle quote al fondo Consilium, il quale a sua volta ha ceduto la sua quota il 26 aprile a una fiduciaria senza darne comunicazione ai sindacati.

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Fonte: cisl.it