No all’uso di due pesi e due misure Siamo venuti a conoscenza di una proposta di modifica dell’art. 26 del decreto-legge 76/2020 che, se approvata, porterebbe ad una grave discriminazione tra i cittadini-consumatori in materia di notifica degli atti della Pubblica Amministrazione – dichiara Carlo De Masi, Presidente di Adiconsum nazionale.

Secondo tale proposta, la Pubblica Amministrazione che si appoggia alla piattaforma di PagoPa, in caso di destinatario non titolare di un indirizzo di posta elettronica certificata (pec) o di un servizio di recapito elettronico certificato, procederà alla notifica inviando una raccomandata con avviso di ricevimento semplice. In caso di irreperibilità temporanea del destinatario, verrà rilasciato un avviso di giacenza non identificativo dal quale cioè non si evince che l’atto proviene da una Pubblica Amministrazione, mentre nel caso di irreperibilità assoluta, l’atto verrà rispedito al mittente.

Tale modalità configurerebbe una grave lesione del diritto di azione e difesa degli utenti in materia di notificazioni a mezzo posta – prosegue De Masi – Chi infatti riceverà la notifica di un atto da un’Amministrazione che non ha aderito alla piattaforma PagoPa sarà tutelato dalle normali e dovute garanzie, contrariamente da chi invece riceverà la notifica da un’Amministrazione aderente alla piattaforma.

Tutto questo si prefigura come illegittimo e incostituzionale – continua De Masi – Infatti, come stabilito più volte da alcune sentenze della Corte Costituzionale, il cittadino-consumatore deve essere messo nella condizione di conoscere il contenuto dell’atto e l’oggetto della procedura instaurata nei suoi confronti con l’ordinaria diligenza e senza dover condurre ricerche complesse. Senza questa conoscenza viene meno la funzione stessa della notifica, che è quella di far conoscere l’atto al destinatario in modo da permettergli quanto prima di avviare un contraddittorio ed esercitare il proprio diritto a difendersi.

Qualora venisse approvata tale proposta – conclude De Masi – Adiconsum si attiverà per contrastare il decreto, nella parte in cui lede il diritto di difesa ed azione dei cittadini-consumatori, nelle sedi opportune.

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Fonte: cisl.it