Il Decreto Sostegni bis che entra in vigore il 26 maggio, non contiene alcuna proroga del blocco dei licenziamenti che resta confermato nella sua scadenza del 30 giugno per tutti i settori industriali e per lo specifico settore delle costruzioni (aziende industriali e artigianali).

Dal 1° luglio si torna al ‘liberi tutti’? Non proprio. Innanzitutto le aziende che intenderanno licenziare dovranno applicare le norme generali in materia di licenziamenti, motivando i recessi con giusta causa/giustificato motivo.

E poi c’è una novità nel Decreto Sostegni bis – che non è la norma, poi cancellata, proposta dal Ministro del Lavoro e finita al centro di una forte polemica politica – che mette al centro l’utilizzo della cassa integrazione.

A spiegare il suo funzionamento è proprio il presidente del Consiglio Mario Draghi da Bruxelles, ieri pomeriggio, come riporta il quotidiano il manifesto in edicola oggi

“nel pomeriggio era stato Mario Draghi a chiarire il punto sulla mediazione come «miglioramento considerevole sia di un superamento puro e semplice del blocco sia del suo mantenimento tout court. L’intervento che abbiamo previsto è in linea con tutti gli altri paesi Ue ed è garantire la Cig gratuita anche dopo il primo luglio in cambio dell’impegno di non licenziare», ha detto il premier”.

Dunque secondo Draghi i licenziamenti saranno evitati offrendo alle aziende la cassa integrazione gratuita (cioè senza obbligo per le aziende di pagare i contributi addizionali all’Inps) in alternativa alla cassa integrazione a pagamento. Se le aziende opteranno per la prima – quella gratuita – non potranno ricorrere a nessun licenziamento dei lavoratori in forza. Mentre se opteranno per la seconda – a pagamento – potranno invece procedere ai licenziamenti nel rispetto delle norme generali di legge.

Non proprio un “divieto assoluto di licenziamento”, come spiega il manifesto, ma un sistema di convenienze che offre comunque all’azienda la possibilità di scegliere in quale regime ricadere.

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