Una città amica dei ciclofattorini – i cosiddetti rider – che, in condizioni di lavoro evidenti a molti, se non altro perché sono ormai numerosi e molti se ne avvalgono – consegnano merce e cibo nelle case, su ordinazione, a chiamata. Reggio Emilia, con un progetto sperimentale sostenuto da un’intesa tra Comune e Cgil Cisl Uil, ha deciso di offrire a questi lavoratori una prima serie di azioni di supporto materiale al lavoro quotidiano, ma anche opportunità di dialogo e ascolto.

Perché
L’emergenza pandemica ha contribuito ad accelerare e far emergere forme e dinamiche di lavoro, in alcuni casi già esistenti prima, “non caratterizzate da un inquadramento contrattuale definito e con condizioni lavorative discontinue e a forte rischio di precarietà”, si legge nel protocollo d’intesa. A Reggio Emilia “si sta di fatto verificando un incremento del numero di lavoratori coinvolti in attività legate allo sviluppo delle piattaforme digitali, in particolare quelle legate al food delivery”.
Se la pandemia, giocoforza, ha innescato uno sviluppo delle consegne di cibo a domicilio, la prospettiva è di un mantenimento, quanto meno, dei ritmi del recente passato: il fenomeno lavorativo dei ciclofattorini del cibo non si prevede in flessione. Si stimano a oggi circa 260 rider attivi a Reggio Emilia, almeno quelli ‘ufficiali’, con un incremento nell’ultimo anno del 119%: Reggio Emilia è la quinta città italiana per presenza attiva di ciclofattorini.
Su richiesta di Cgil Cisl Uil, il Comune di Reggio Emilia ha avviato da marzo 2021 un percorso di confronto per comprendere come poter migliore le condizioni di lavoro quotidiano dei ciclofattorini, partendo dai presupposti e dalle finalità del Patto per il lavoro e per il clima della Regione Emilia-Romagna e del Patto di contrasto alle nuove povertà che la stessa amministrazione comunale di Reggio Emilia ha recentemente siglato con 24 attori territoriali. Il protocollo d’intesa ‘Reggio Emilia città rider friendly’, che definisce le prime azioni, rappresenta una prima rapida risposta, anche se non esaustiva, dei bisogni dei rider emersi.
Il documento è stato presentato e firmato l’altro ieri in municipio dal sindaco Luca Vecchi, dall’assessore al Welfare Daniele Marchi, dal segretario generale della Cgil Cristian Sesena, da Rosamaria Papaleo (componente di segreteria della Cisl Emilia Centrale) e Fernando Guidetti per la segreteria generale Uil.

Hanno detto
«L’attività dei rider è in evidente crescita e, accanto alle necessarie tutele e garanzie contrattuali e sindacali, servono supporti anche per il loro lavoro, con azioni da attuare con una certa rapidità – ha detto il sindaco Luca Vecchi presentando l’iniziativa – Questo protocollo è un primo passo, che consente risposte immediate e basilari per lo svolgimento del lavoro dei rider, e nasce dalla collaborazione tra Comune e organizzazioni sindacali fondata su un metodo di lavoro consolidato e ispirato sia al Patto regionale per il lavoro e il clima, sia al Patto reggiano per il contrasto alle nuove povertà. Riteniamo si tratti di una prima risposta valida, sia nel merito dell’attuabilità che nel metodo del confronto che si è svolto tra Comune e sindacati».
«Presentiamo questa intesa – ha aggiunto l’assessore al Welfare Daniele Marchi – nel giorno in cui ricordiamo don Eleuterio Agostini, scomparso nelle scorse ore: un prete operaio, impegnato anche nelle Acli, per il quale i lavoratori e la loro dignità sono sempre stati al centro dell’attenzione personale e della testimonianza di prossimità. Le amministrazioni pubbliche devono essere prossime ai lavoratori, ove necessario, con l’ascolto, il confronto e l’accompagnamento, come avviene appunto nel caso dei rider.
La modalità scelta con le organizzazioni sindacali, che avevano sensibilizzato l’amministrazione comunale sul tema rider, permette di costruire, oltre a un’intesa generale, anche un primo pacchetto di azioni che si realizzeranno nelle prossime settimane e che sono contenute già in questo accordo. Prima tra tutte, il Rider Point, che è stato localizzato in piazza Domenica Secchi, presso il Caffè Reggio: nei prossimi giorni, sarà pubblicato il bando per l’assegnazione del locale e il Comune inserisce fra le clausole del bando la costituzione e attivazione del Rider Point come servizio. In sostanza, chi vincerà il bando provvederà a offrire anche servizi di supporto dedicati ai rider. Questo ci permette di attivare concretamente il primo Rider Point entro l’estate. Poi, dato che il dialogo è aperto, valuteremo altre necessità nei prossimi tempi».
I rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno evidenziato il loro impegno nella tutela contrattuale dei rider in campo nazionale e sottolineato che l’intesa reggiana con il Comune è un fatto locale, ma di non secondaria importanza, per evitare che “le lancette tornino indietro di tanti anni, in tema di precariato e dignità del lavoro”.
«L’accordo e il piano di azioni rappresentano un passo importante sulla strada dei diritti, che si realizza grazie a una visione comune tra sindacati e amministrazione comunale», ha dichiarato Rosamaria Papaleo a nome della Cisl Emilia Centrale.

Come
Le parti firmatarie attueranno una sperimentazione, che consiste nella messa in campo di un insieme di interventi mirati a migliorare le condizioni materiali di lavoro quotidiano dei rider attraverso la predisposizione di spazi e condizioni di supporto allo svolgimento della attività lavorativa, quali convenzioni con officine per la riparazione delle biciclette, luoghi ove ripararsi in caso di pioggia, torrette per la ricarica del telefono, accesso ai servizi personali. Tale sperimentazione sarà avviata a cura dell’amministrazione comunale e prevederà nello specifico: l’individuazione di uno spazio dedicato (presso il Caffè Reggio in zona Stazione centrale) che assumerà la funzione di primo Rider Point cittadino, quale punto dove i ciclofattorini durante l’attività lavorativa possano ricaricare il telefono, accedere ai servizi, acquistare acqua, snack e caffè a prezzi calmierati; la promozione di convenzioni con officine specializzate dove poter procedere alla manutenzione dei mezzi; l’avvio di una campagna di ascolto dei bisogni di questa categoria di lavoratori da attuarsi di concerto con le organizzazioni sindacali firmatarie del protocollo.
I firmatari dell’intesa si impegnano inoltre a: monitorare la sperimentazione in modo tale da valutarne l’effettiva efficacia, la capacità di risposta ai bisogni e l’effettivo miglioramento della qualità della vita dei lavoratori; dare avvio a momenti di ascolto e confronto con i rider della città e proseguire il dialogo, per la ricerca di nuove soluzioni corrispondenti ai bisogni emergenti; promuovere la messa in campo di tutte le ulteriori misure che verranno ritenute utili ed efficaci dal tavolo di confronto costituito; ricercare in città ulteriori Rider Point strategici per lo svolgimento dell’attività dei ciclofattorini, anche partendo da suggerimenti forniti dagli interessati; intervenire tempestivamente, anche coinvolgendo le istituzioni competenti, in presenza di inadempienze da parte delle imprese delle condizioni previste dalla normativa vigente in materia di salute e sicurezza, equo compenso, corretto inquadramento professionale.
L’amministrazione comunale si impegna altresì a sensibilizzare, anche attraverso l’interlocuzione con le rispettive associazioni di categoria, ristoranti, bar, pubblici esercizi alla promozione di condizioni lavorative per i rider che collaborano con gli esercenti nell’attività di delivery.

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Fonte: cisl.it