«Basta con gli incidenti mortali sul lavoro. Non è più accettabile che nel 2021 si perda la vita per lavorare». Lo affermano i sindacali edili Fillea Cgil Modena, Filca Cisl Emilia Centrale e Feneal Uil di Bologna-Modena-Ferrara dopo l’infortunio mortale di cui è rimasto vittima ieri sera un lavoratore edile modenese impegnato in un cantiere infrastrutturale in provincia di Parma.

Salvatore Rabbito – questo il nome del lavoratore – è stato schiacciato da un macchinario mentre stava facendo manutenzione.

I sindacati esprimono profondo cordoglio e vicinanza alla famiglia del lavoratore.

«Confermando piena fiducia negli organismi competenti, cui spetta accertare la correttezza delle misure di prevenzione, la dinamica e le cause dell’infortunio mortale, chiediamo a gran voce che venga fatta luce sulla vicenda e sulle eventuali responsabilità – dichiarano Rodolfo Ferraro (Fillea Cgil Modena), Davide Martino (Filca Cisl Emila Centrale) e Maria Cristina Vivi (Feneal Uil Bologna-Modena-Ferrara) – Bisogna agire immediatamente affinché episodi analoghi non si ripetano. Non è più tollerabile assistere inermi all’elenco quotidiano dei morti sul lavoro.

È l’ora dei fatti per porre fine a questa piaga indegna di una società civile. Istituzioni e autorità competenti mettano sul campo azioni che garantiscano la sicurezza nei luoghi di lavoro.

L’edilizia, così come tanti altri settori della nostra economia, – continuano i sindacalisti – paga ora i troppi anni di mancati investimenti in sicurezza e formazione. Oggi una ripresa del settore corrisponde a una vertiginosa crescita di infortuni gravi e mortali. È ora di dire basta ai morti sul lavoro, a barattare la salute e la vita dei lavoratori e delle lavoratrici con logiche di profitto.

Non è più accettabile che nel 2021 si perda la vita per lavorare», concludono Ferraro (Fillea Cgil Modena), Martino (Filca Cisl Emilia Centrale) e Vivi (Feneal Uil di Bologna-Modena-Ferrara).

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Fonte: cisl.it