Si discute in questi giorni di una possibile riforma del Reddito di cittadinanza da varare entro l’anno. Un ‘tagliando’, a dirla con le parole dei 5Stelle, che prima delle ferie di Ferragosto hanno incassato il pieno appoggio politico del premier Mario Draghi alla misura.

Mentre il percorso verso le modifiche al Rdc è si annuncia tortuoso sul piano politico, anche per l’opposizione netta di Italia Viva, il partito di Matteo Renzi, nei confronti del sussidio, che vorrebbe addirittura arrivare a sopprimere con un referendum, sembra già essere circoscritto il perimetro di gioco.

Secondo quanto rivela il quotidiano Il Mattino in edicola oggi il Ministero del Lavoro punterebbe soprattutto sulla formazione dei percettori del ‘reddito’:

L’idea del Ministero del Lavoro, che in realtà lavora alla riforma del reddito di cittadinanza si è insediato il governo Draghi, è perciò quella di fissare l’obbligo per i percettori meno formati di seguire percorsi di studio e di riqualificazione professionale, pena la perdita della card. Per riflesso, la quota dei percettori tenuti a cercare un impiego si assottiglierebbe notevolmente: l’obbligo in questo modo riguarderebbe solo un terzo degli attuali percettori occupabili, ossia quelli con un titolo di istruzione secondaria superiore o di istruzione terziaria”.

E così l’obbligo di cercare un impiego sarà per una parte minoritaria dei percettori (1/3 della platea secondo i dati Inps), perchè la maggior parte di loro sarà impegnata in percorsi di formazione e riqualificazione professionale (2/3 della platea secondo i dati Inps, per approfondire clicca qui).

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