Il Green Pass in azienda? Cominciamo ad applicarlo in Parlamento e nelle mense parlamentari”. È netto il commento del Segretario generale della Uil, PierPaolo Bombardieri, a proposito degli ultimi fatti di cronaca che vedono il Governo in pressing perchè il Green pass sia obbligatorio per accedere alla mense aziendali.

Una provocazione, quella del leader del sindacato di Via Lucullo, raccolta in un comunicato stampa di ieri in cui sottolinea anche alcune questioni di ordine pratico non affrontate dal Decreto Green pass: chi paga il tampone obbligatorio dei lavoratori non vaccinati?

“Sul Green Pass in azienda abbiamo chiesto alla politica e al Governo di fare una scelta, anche perché bisogna risolvere alcune questioni pratiche. Ad esempio, per i lavoratori non vaccinati, ci sarebbe la necessità di fare i tamponi ogni due giorni, sono circa 300 euro al mese, chi li paga? Le associazioni datoriali non si sono dette disponibili”.

Dopodichè interviene sulle mense aziendali e il vicolo cieco in cui si rischia di andare a finire se non prende la decisione che queste non sono assimibili ai ristoranti. ”Non sono equiparabili ai ristoranti – tuona Bombardieri – e, comunque, grazie ai nostri accordi, c’è il distanziamento e c’è un Protocollo sulla sicurezza che va rispettato: quelle misure non possono essere allentate anche se ci fosse il Green Pass. Peraltro, quell’intesa è stata recepita con un decreto, e un altro accordo non può modificare la legge, dunque servirebbe un’altra legge per regolamentare il sistema”.

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