Cambia il lavoro e cambia il modo con cui si presenta alla clientela. Non più con i classici annunci o col passaparola ma attraverso le APP sugli smartphone, che trovano qualsiasi tipo di prestatore di servizi. Sono i cd. Gig workers, economia dei lavoretti che in Italia stima circa 700 mila lavoratori tra baby sitter, rider, idraulici, artigiani, addetti alle pulizie, traduttori. A prevederlo è il Rapporto annuale Inps

Il Rapporto dà anche la spinta alla discussione sulle forme contrattuali per regolare questi rapporti di lavoro e tutelare una platea variegata di lavoratori. Tema, quest’ultimo, reso ancor più urgente dalla pandemia Covid-19 che ha spogliato i lavoratori dalle poche certezze che avevano.

Pertanto, scrive entilocali-online.it va individuata una rete di ”protezione sociale maggiormente inclusiva per gli addetti al settore, definiti anche lavoratori delle piattaforme, specie per quelli che garantiscono servizi di food delivery, i rider, tipologia di lavoro più diffusa e maggiormente soggetta al fenomeno del lavoro sommerso“. 

E su questo Inps si sta già muovendo da tempo per offrire il proprio contributo al dibattito ed ancora per includere il più possibile questi lavoratori nel sistema previdenziale.

“Per comprendere come superare gli attuali vincoli e garantire una copertura completa ed efficace a queste particolari categorie di lavoratori – continua l’articolo – l’Inps ha organizzato alcuni workshop di co-creazione con partner istituzionali e provenienti dal mondo privatistico, i cui lavori sono culminati nella progettazione di un Registro digitale per rider e piattaforme dove registrare tutti gli attori coinvolti e far confluire eventi e dati di processo relativi sia ai rapporti che alle modalità di svolgimento del lavoro“.  

Insomma una “piattaforma delle piattaforme”, come l’aveva definita tempo fa il presidente dell’Inps Pasquale Tridico. Obiettivo della piattaforma è avere una tracciabilità delle prestazioni di lavoro che fanno scattare l’obbligo di rispettare gli oneri sociali e arrivare così alla «riduzione dell’economia sommersa» che si forma attorno ai lavori che si ottengono attraverso le App, che sono per sua natura non stabili ma occasionali e temporanei.

C’è molta attesa su come sarà applicata con riguardo ai rider, visto che sono la categoria più diffusa nella Gig Economy. Su questo passaggio ci dice qualcosa di più entilocali-online.it secondo cui la piattaforma “consentirà di avere evidenza delle informazioni relative ai rider, raccogliere le informazioni che possono essere utilizzate da enti previdenziali (Inps, Inail) per il monitoraggio delle condizioni di lavoro; tracciare le attività di consegna, con trasmissione dei dati e informazioni in tempo reale sulle consegne (beni trasportati e rider)”.  

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