Non ci sta la Cgil ad accettare che i lavoratori no vax, in assenza di una norma di legge che imponga il vaccino, non siano adeguatamente tutelati in azienda. In particolare quando si parla di limitare l’accesso alle mense solo a coloro che sono in possesso del vaccino.

E così, secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore in edicola oggi, il sindacato di Corso d’italia chiede che i tamponi per i no vax siano gratuiti, vale a dire a carico delle aziende o dello Stato (insomma il costo non deve ricadere sul lavoratore).

“«Noi chiediamo che l’obbligo di vaccino sia definito da una norma – evidenzia Tania Scacchetti, segretaria confederale con delega al mercato del Lavoro – . In ogni caso i tamponi che soino una misura alternativa possibile, devono essere gratuiti per i lavoratori». L’orientamento di una parte dell’esecutivo è di prevedere il pagamento del tampone a carico dei lavoratori no vax, sulla falsariga di quanto deciso nei giorni scorsi nella scuola dove il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi ha escluso espressamente tamponi gratuiti per il personale contrario al vaccino (riservandoli al personale che si trova in condizioni di fragilità)”.

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