GENOVA – C’è ancora incertezza sul futuro dei lavoratori portuali della CULMV, dopo che un luglio ‘caldo’ sulle piazze genovesi aveva portato ad una intesa di massima sulla stabilizzazione dei precari e interventi più incisivi sulla sicurezza, in particolare per coloro che svolgono mansioni in cabina.

Secondo quanto riferisce il quotidiano ligure Il Secolo XIX in edicola oggi, le parti si sono ritrovate ieri per proseguire nell’attuazione del percorso disegnato ma la strada sembra essere ancora in salita anche (o forse ‘soprattutto’) per un buco di bilancio della società di circa 1 milione di euro:

Il ‘piano porto’, quello che dovrebbe individuare l’organico dell’intero scalo di Genova, è più difficile da attuare. Il nodo rimane sempre quello delle assunzioni: non è pensabile imporre ai terminalisti un tetto e limitare gli ingressi in azienda. La strada è quindi stretta, ma si tratterà ancora, come spiegano i sindacati. Sulla sicurezza invece si procede più spediti ma su quel tema non ci può essere un vero scontro. Sul resto invece la trattativa rimane lunga”.

Lunga sì, ma con nuove possibili soluzioni. Come quella che potrebbe vedere ‘alleggerire’ l’organico del camalli (forse per far spazio a nuove stabilizzazioni?) ricollocando “gli inabili al lavoro della Culmv per spostarli o in una società mista pubblico-privata, o in Aster, l’azienda comunale di manutenzione”.

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