Dopo lo sciopero generale dell’11 ottobre scorso proclamato dai sindacati di base, arriva un’altra proclamazione di sciopero dal 15 al 20 ottobre.

A proclamarlo è l’Associazione sindacale F.I.S.I., sigla quasi sconosciuta con sede nazionale a Eboli (SA), e con una rappresentatività limitata ad alcuni settori in particolare (tra cui quello sanitario) che ha tra i propri (non proprio celati) obiettivi quello di intercettare il maggior numero possibile di lavoratori di tutti i settori pubblici e privati contrari al Green pass, il cui obbligo sui luoghi di lavoro scatta proprio dal 15 ottobre. La data scelta quindi non è casuale. Si tratta di quei lavoratori – della scuola, trasporti, sanità, servizi, manifatturiero – che in questi giorni non si stanno riconoscendo nelle forme di rappresentanza sindacale ‘tradizionale’, come Cgil, Cisl, Uil, che il Green pass voluto dal Governo, al contrario, lo hanno accettato come forma di tutela per i lavoratori.

Ma la protesta sale, con lavoratori o coordinamenti di lavoratori che annunciano di fermare porti, strade, fabbriche e altri servizi, come visto nei giorni scorsi. In questo contesto, l’iniziativa di F.I.S.I. potrebbe dare un ‘cappello’ sindacale a tutte le forme di protesta emerse in vari luoghi di lavoro e citta italiane che si riconoscono nel ‘No al Green pass’.

Sciopero a oltranza dal 15 ottobre: è legittimo?

La proclamazione dello sciopero di F.I.S.I., secondo quanto riporta Tiscali news, è guardata con preoccupazione dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, per le conseguenze che potrebbe avere su blocchi, disordini e danni alla produzione delle aziende.

Tuttavia il sindacato “va avanti a testa bassa: lo sciopero si farà“ nonostante sia arrivato lo stop dalla Commissione di Garanzia sullo Sciopero nei servizi pubblici essenziali che ha detto in un documento: non si può proclamare uno sciopero a distanza di pochi giorni da un altro (quello dei Cobas dell’11 ottobre è di appena 2 giorni fa), occorre rispettare il principio della ‘rarefazione oggettiva’, vale a dire la distanza temporale minima tra un’astensione collettiva e un’altra (10 giorni secondo il regolamento accettato da tutti i sindacati).

Secondo F.I.S.I., lo sciopero è di tipo ‘politico’, proclamato a tutela di diritti costituzionalmente protetti che in questo momento sono in discussione, per cui si appella alla Legge 146/90 che regolamenta lo sciopero nei servizi pubblici essenziali ma lascia libero da regole lo sciopero proclamato “in difesa dell’ordine costituzionale, o di protesta per gravi eventi lesivi dell’incolumità e della sicurezza dei lavoratori (art. 2, c. 7). Quindi l’adesione dei lavoratori sarebbe legittima e così giustificata.

Ma a fare parziale retromarcia ieri, rispetto al divieto di sciopero, è stato il Ministero dell’Istruzione che secondo quanto scrive l’Ufficio Scolastico Regionale della Puglia avrebbe dato l’ok allo sciopero ma per una sola giornata lavorativa.

Ecco il documento dell’USR Puglia:

Sciopero scuola a oltranza dal 15 ottobre: si può fare

Oggi invece, stando a quanto si apprende, il Ministero dell’Istruzione avrebbe dato indicazioni diverse: lo sciopero dal 15 al 20 ottobre è legittimo (e non più solo per 2 giorni). Il personale interessato sono i docenti e gli Ata (ausiliari, amministrativi).

Lo stesso Ministero di viale Trastevere ha avviato una rilevazione tra il personale di tutta Italia per capire che tipo di adesione avrà lo sciopero allo scopo di indicare ai genitori degli alunni se e quando saranno garantite le lezioni.

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