Assemblee e mobilitazioni nei luoghi di lavoro

Riformare il sistema pensionistico

– introdurre una pensione di garanzia per le giovani generazioni;

– ridurre l’età pensionabile introducendo elementi di flessibilità in uscita;

– estendere le tutele per i lavori gravosi e usuranti, ai lavoratori con ridotte capacità lavorative, e al lavoro di cura;

Ammortizzatori sociali

– azzeramento dei periodi di utilizzo degli ammortizzatori sociali (contatori);

– estendere la loro durata per garantire una continuità occupazionale;

– rendere la copertura realmente universale per tutti i settori esclusi.

Crisi industriali

– risolvere le numerose crisi industriali;

– rilanciare gli investimenti pubblici e privati, definendo una politica industriale dei diversi settori;

– utilizzare le risorse del PNRR per scelte di politica industriale con una visione strategica della transizione ambientale e sostenibile delle produzioni.

Precarietà

– modificare le norme per rendere stabili i rapporti di lavoro precari;no al sostegno dell’occupazione attraverso norme di decontribuzione.

Prevenzione e Sicurezza

– rafforzare la prevenzione nei luoghi di lavoro anche con un potenziamento degli organismi di controllo;

– modificare urgentemente il sistema degli appalti-subappalti impedendo il sistema del massimo ribasso causa di sfruttamento e infiltrazione della criminalità organizzata.

Evasione fiscale e tassazione sul lavoro dipendente

– potenziare verifiche e controlli per contrastare evasione ed elusione fiscale;

– ridurre la tassazione sul lavoro dipendente ricostruendo una reale progressività anche attraverso un intervento di riordino del sistema delle detrazioni;

– no all’abolizione dell’Irap;

– allargamento della base fiscale alle rendite finanziarie e patrimoniali.

Gli otto miliardi stanziati per ridurre la pressione fiscale devono essere destinati integralmente a lavoratori e pensionati

Pensioni

CGIL, CISL e UIL chiedono…

…di introdurre una flessibilità in uscita a partire dai 62 anni di età o con 41 anni di contributi a prescindere dall’età

…di superare l’impianto della riforma Fornero a partire dal 2022

Quota 102 per un anno poi si ritorna alla «riforma Fornero»

La manovra del Governo, prevede il ritorno alla «riforma Fornero» a partire dal 2023. Per il solo anno 2022, i requisiti per la maturazione del diritto alla pensiono sono determinati in 64 anni di età anagrafica e 38 anni di anzianità contributiva, la cosiddetta quota 102. Diritto che una volta conseguito può essere esercitato anche successivamente. Di fatto dal 2023 per andare in pensione serviranno 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne oppure con la vecchiaia con 67 anni di età.

…di riconoscere lavori gravosi ed usuranti e tutelare i lavoratori RCL

Rimangono esclusi la maggioranza delle lavoratrici e dei lavoratori dei settori industriali

La platea dei potenziali utilizzatori dell’Ape sociale, (assegno massimo di 1.500€ mese a partire da almeno 63 anni fino all’anno pensione di vecchiaia) esclude ancora moltissimi mansioni gravose presenti nei settori industriali. Rimangono esclusi i lavoratori delle catene di montaggio, moltissime figure presenti in siderurgia, come la maggioranza delle lavoratrici che lavorano di notte o a ciclo continuo per le quali non è prevista nessuna novità.

Uno specchietto per le allodole per i lavoratori delle piccole e medie imprese in crisi

Per gli anni 2022, 2023, 2024 è previsto un fondo di 200 milioni di € per ciascun anno destinato a favorire l’uscita anticipata dal lavoro, dei lavoratori dipendenti di piccole e medie imprese in crisi, che abbiano raggiunto un’età anagrafica di almeno 62 anni. Un fondo che dovrà essere regolato da un successivo decreto ma che nella sostanza anche per le poche risorse destinate non tutela i lavoratori delle piccole e medie imprese anche loro costretti a subire la «riforma Fornero».

…una prospettiva previdenziale per i giovani e i lavoratori poveri o discontinui attraverso l’introduzione di una pensione di garanzia

La manovra del Governo non prevede nulla per i giovani, per i precari e per i lavoratori discontinui, che saranno condannati ad un futuro senza pensione.

…di sostenere e rilanciare la previdenza complementare attraverso un semestre di silenzio assenso

La manovra del Governo non sostiene e non rilancia la previdenza complementare ma addirittura con un voto unanime della commissione finanze prospetta una maggiore tassazione dei risparmi previdenziale dei lavoratori.

L’Assemblea generale del Comitato centrale della Fiom-Cgil ha deciso di avviare una campagna di assemblee nei luoghi di lavoro, un pacchetto di 8 ore di sciopero e ha dato mandato alla segreteria di verificare le modalità di attuazione, a partire dalle categorie dell’Industria, in rapporto con le nostre strutture, nel confronto con Fim e Uilm e in relazione al percorso di mobilitazione e di sciopero che Cgil, Cisl e Uil decideranno.

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Fonte: fiom-cgil.it