Manifestazione oggi a Mel in provincia di Belluno in difesa dell’occupazione del territorio dove sono a rischio i posti di lavoro della Acc azienda di compressori con 340 lavoratori e IdealStandard con 450 lavoratori e a tutto l’indotto.

Oggi – dice il Segretario nazionale Fim Cisl Massimiliano Nobis presente alla manifestazione, siamo n piazza per denunciare le contraddizioni del Paese, dove ci sono fabbriche di elettrodomestici che non producono perché mancano in componenti,  e fabbriche che producono componenti che chiudono perché non sostenute dal governo con  politiche industriali inclusive. È il caso della Acc di Mel, ad oggi per l’azienda non è arrivata al Commissario Castro nessuna  manifestazione d’interesse per l’acquisto, e il secondo bando scade il prossimo 20 novembre.

Nonostante le promesse di recupero industriale dell’azienda come quella del progetto del “Polo italiano del compressore” per il quale il governo aveva promesso 12 milioni di euro, mai arrivati, oggi non ci sono altri progetti per il rilancio industriale dell’azienda.

Il 22 novembre prossimo dal MiSE – dice Nobis – non vorremmo sia la data del funerale dell’Acc ci aspettiamo per quella data, oltre risposte su possibili acquirenti,  un “piano B”, che dia una prospettiva occupazionale ai 340 dipendenti Acc e al territorio, sarebbe inaccettabile che il governo si presenti per quella data senza una soluzione, dopo che il MiSE ha fatto saltare il progetto del “Polo nazionale del Compressore”.  La comunità bellunese in piazza oggi a Mel conclude Nobis – chiede al governo un solo impegno: lavoro.

 

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Fonte: cisl.it