Approvato il Decreto Taglia Prezzi, noto anche come Decreto Energia, e arriva il giudizio negativo di Confindustria.

Il provvedimento, fanno sapere da Viale dell’Astronomia, non risolve né i problemi strutturali del sistema (in particolare sulle accise, forma di prelievo fiscale in gran parte ormai desueta) né la crisi dei costi di questa fase.

Ecco quanto si apprende dall’edizione odierna de Il Sole 24 Ore:

per la imprese il Decreto Energia esaminato ieri dal Consiglio dei Ministri è ‘deludente’. Per tre ragioni. Primo: ‘perchè non risolve, strutturalmente, il problema dei rincari dei prezzi energetici’, sottolinea in una nota Confindustria, esprimendo ‘perplessità e delusione’ che serpeggiano tra gli imprenditori per le decisioni assunte dall’esecutivo. Secondo: perchè ‘non tutela il lavoro, con sempre più imprese costrette a spegnere i forni e ricorrere alla cassa integrazione, nonostante – si tratta di un vero e proprio paradosso – portafogli ordini pieni’, come evidenzia il presidente di Confindustria Ceramica, Giovanni Savorani”.

Anche la riduzione temporanea delle accise che comporta un taglio al prezzo di benzina e gasolio è insufficiente. La riduzione è per soli 30 giorni di pochi centesimi” e le accise continuano ad essere motivate da ragioni che appartengono al passato e sono state superate: “non si possono continuare a pagare accise sulla crisi di Suez del 1956 o sulla ricostruzione dell’alluvione di Firenze del 1966, per limitarsi ad alcuni esempi di un lungo elenco”.

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