Giù il potere d’acquisto degli italiani di 12,1 miliardi di euro, circa 470 euro a famiglia in soli 6 mesi.
A stimarlo è l’Ufficio economico di Confesercenti.
Il peggioramento delle condizioni è causato innanzitutto dagli aumenti dei prezzi dell’energia, che si scaricheranno sulle bollette autunnali, portando l’incremento dei prezzi ai livelli massimi dell’anno: l’inflazione media dei prossimi tre mesi sarà almeno al 9,1%.
E questo avrà un impatto su risparmi e consumi. Per contrastare il prolungato aumento dei prezzi, le famiglie hanno utilizzato fino ad ora i propri risparmi, scesi già nel trimestre primaverile di ben 2,3 punti in quota di Pil. Ma i margini a disposizione dei consumatori sono ormai ridotti al lumicino.
Non confortano neppure i dati sull’occupazione. Le tendenze parlano di una flessione di 110mila unità nel mese di agosto rispetto a fine primavera, non consentono infatti di prevedere alcun aumento del reddito disponibile, e l’aumento dei tassi di interesse limita le possibilità legate al credito. Anche se la tendenza ad usare la liquidità accumulata negli anni passati si dovesse mantenere, dunque, nel secondo semestre di quest’anno gli italiani non potrebbero mettere sul piatto più di 8,9 miliardi di risparmi. Una quantità insufficiente a compensare il calo di potere d’acquisto, con una perdita secca di consumi stimabile in oltre 3 miliardi di euro per l’ultimo trimestre dell’anno.
Fonte: Ansa

