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Cuneo Fiscale, Aumenti stipendio da 20 a 33 euro al mese per questi Redditi

Con il taglio del cuneo fiscale del 2 o 3 per cento quanto guadagna un dipendente in più al mese? A quanto ammonta l’aumento in busta paga?

Il taglio del cuneo fiscale del 5% non ci sarà, o almeno non nel breve periodo. Accanto alla conferma dell’attuale sforbiciata del 2% per i lavoratori che guadagnano fino a 35 mila euro lordi introdotta dal governo Draghi, è stato aggiunto un taglio dell’1% per le sole retribuzioni fino a 20 mila euro.

In busta paga non arriveranno grandissimi aumenti. Vediamo quanto vale nel dettaglio il taglio del cuneo contributivo in busta paga, prendendo a riferimento i numeri forniti da Il Sole 24 Ore nell’edizione in edicola mercoledì 23 novembre.

Taglio cuneo fiscale 2023, quanto vale in busta paga?

I soli percettori che godranno di una riduzione del cuneo fiscale del 3% sono quelli, come detto sopra, fino a 20 mila euro di retribuzione lorda. Al taglio del cuneo fiscale corrisponde un conseguente aumento in busta paga.

Per i redditi fino a 10 mila euro si hanno quasi 13 euro mensili (grazie al taglio del 2%), sommati a poco più di 6 euro dati dall’ulteriore taglio dell’1%: quasi 20 euro mensili (in un anno 231 euro) di riduzione del taglio.

Per i redditi intorno a 15 mila euro si hanno poco più di 19 euro mensili di riduzione apportati dal taglio del 2%, in aggiunta a quasi 10 euro dati dall’ulteriore taglio dell’1%, per un vantaggio mensile che si aggira sui 29 euro (in un anno 346 euro) di riduzione del taglio.

Infine, per i redditi intorno a 20 mila euro il taglio del 2% vale circa 22 euro, a cui vanno sommati i quasi 11 euro dell’ulteriore taglio dell’1% per una riduzione complessiva che sfiora i 33 euro mensili (in un anno 395 euro di riduzione totale).

In pratica, i lavoratori dipendenti con retribuzioni lorde fino a 20 mila euro nel 2023 pagheranno un punto percentuale in meno rispetto allo scorso anno e 3 punti in meno rispetto al 2021 di contributi previdenziali, con un vantaggio per la busta paga senza che vi siano effetti negativi sulla pensione perché la copertura contributiva sarà assicurata dallo Stato con le risorse assegnate dalla Manovra.

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