Supplenti Brevi: approvati i pagamenti immediati, ma un Decreto già li prevede

Gazzetta

L’onorevole Elisabetta Piccolotti ha annunciato dalla sua pagina Facebook che la Camera dei Deputati ha approvato un ordine del giorno per l’immediato pagamento dei supplenti brevi che deve avvenire entro l’ultimo giorno del mese successivo. L’ordine del giorno impegna il Governo ad intervenire in tal senso.

Il pagamento dei supplenti brevi è regolato dal DPCM 31 agosto 2016

Per ovviare al cronico ritardo dei pagamenti dei supplenti brevi la Presidenza del Consiglio dei Ministri, varò nel 2016 un DCPM per agevolare il pagamento dei supplenti brevi. All’art. 2 il DPCM recita:

“Al fine di garantire il pagamento mensile e tempestivo delle somme spettanti al personale destinatario di incarichi di supplenza breve e saltuaria per le prestazioni di lavoro rese, vengono di seguito fissati i termini da rispettare nel processo di assegnazione delle risorse alle istituzioni scolastiche e di pagamento del personale supplente. Le operazioni descritte sono volte ad assicurare il pagamento delle competenze al personale entro e non oltre l’ultimo giorno del mese successivo a quello di riferimento

L’ordine del giorno dell’onorevole Piccolotti non ha fatto altro che ribadire quanto già normato nel DPCM. Ma perché il DPCM ha fallito malgrado regoli in maniera minuziosa la procedura per il pagamento?

Il problema sta nel fatto che le risorse assegnate alle Scuole sono insufficienti a garantire il regolare pagamento e, se i capitoli di bilancio sono incapienti, NoiPA non è in grado di procedere al pagamento.

Il problema esiste da 145 anni

Il problema del malfunzionamento dei pagamenti del personale della scuola dura da sempre. Nei paragrafi che seguono facciamo un breve riassunto storico degli interventi e delle proteste che si sono verificate nell’arco di tre secoli.

1880: Non si trovano maestri

Non si trovano maestri. Pochi idonei passano le selezioni e, poiché gli stipendi dei maestri sono in carico ai Comuni, non tutti sono pagati allo stesso modo. Il comune di Genova è quello che paga meglio, come Milano.

Ai maestri conviene emigrare all’estero.

1941: i supplenti sono preoccupati

Siamo nel 1941, la guerra sta andando male (questo però non si poteva scrivere) ma la preoccupazione principale dei supplenti, a detta del quotidiano, è trovare la sistemazione per l’anno scolastico successivo.

1945: i supplenti possono finalmente scioperare

supplenti scioperano ma il giornale non riporta i motivi dello sciopero.

Vengono invece riportate le improbabili rivendicazioni degli studenti quasi a voler sminuire le motivazioni dell’astensione che ancora veniva vista negativamente.

Non ancora abituati alla democrazia lo sciopero veniva considerato come qualcosa di sovversivo e si ridicolizzavano le rivendicazioni dei docenti riportando le improbabili rivendicazioni degli studenti:

  • abolizione dell’insegnamento della lingua tedesca
  • abolizione della matematica
  • abolizione del latino.

1960: i professori sono pagati male

L’articolo, comparso, nel 1960, lamenta il distacco della Scuola dalla realtà.

Dall’articolo si rileva che gli insegnanti maschi cominciano a diminuire e l’insegnamento sta lentamente diventando un lavoro che parla al femminile.

1976: ritardi nei pagamenti

Un problema al Centro Meccanografico di Monteporzio Catone e gli stipendi di dicembre 1976 degli insegnanti delle elementari slittano dal 15 al 23 dicembre.

1982: a settembre deve ancora essere pagato lo stipendio di marzo

La protesta dei precari si esplicita con la denuncia al Ministro del Tesoro. Dopo sei mesi i fondi per pagare i supplenti non erano ancora stanziati.

1997: Gli stipendi dei supplenti sono in ritardo

Il motivo del ritardo sarebbero i pagamenti ancora manuali.

Ci fermiamo qui.

In realtà gli articoli che parlano di ritardi dei pagamenti nella scuola sono numerosissimi.

Tuttavia si può dire che la gestione dei supplenti è notevolmente migliorata per quanto riguarda le supplenze annuali.

L’eccezione riguarda invece ancora i supplenti brevi che continuano ad avere gli atavici problemi che abbiamo evidenziato.