Liste di Attesa, visite anche sabato e domenica: in arrivo il Decreto

Meloni

Assistenza sanitaria, per ridurre le lista d’attesa si potranno fissare le visite mediche anche di sabato e domenica. È una delle novità introdotte nel nuovo decreto legge firmato dal ministro della Salute Orazio Schillaci.

Naturalmente, per far fronte a tale soluzione serviranno più medici in servizio. Vediamo meglio cosa prevede il decreto.

Visite mediche di sabato e domenica

Tutto è ancora in lavorazione, ha specificato Schillaci. Il lavoro sul testo è ancora in corso, tuttavia si può già anticipare cosa conterrà il decreto, almeno a grandi linee.

Come riporta Avvenire di lunedì 27 maggio, si prevede l’istituzione di un Centro unico di prenotazione (cup) a livello regionale, con monitoraggio dei tempi, il prolungamento degli orari, e l’ampiamento del ricorso al privato accreditato.

Ma la novità più importante è quella che riguarda l’obiettivo principale del Ministro della Salute, ossia la riduzione delle liste d’attesa per effettuare visite mediche ed esami specialistici. La soluzione pensata è l’estensione della fascia oraria in cui programmare visite ed esami. L’idea, infatti, è quella di poter fissare le visite e gli esami anche di sabato e domenica.

A monitorare il rispetto dei tempi di attesa ci penserà l’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas).

Come aumentare i medici?

Per garantire le visite e gli esami anche di sabato e domenica servirà aumentare il personale medico in servizio nel weekend.

Per coprire turni intensi o colmare le carenze del personale medico regolare spesso si fa ricorso ai medici gettonisti: medici a chiamata ingaggiati dall’esterno e pagati a giornata o a turno con una retribuzione nettamente superiore a quella di un normale stipendio in sanità. Una pratica che il ministro Schillaci intende continuare a limitare, proseguendo la strada intrapresa con il decreto sanità varato a marzo 2023.

Come anticipa Avvenire, infatti, «per contrastare il fenomeno dei “gettonisti” e reinternalizzare i servizi sanitari affidati alle cooperative sarà possibile per Regioni e province autonome reclutare il personale attraverso forme di lavoro autonomo».

Il tetto di spesa per il personale subirà un aumento del 25% dell’incremento del Fondo sanitario regionale rispetto all’esercizio precedente.

Ancora, comunque, non c’è nulla di definitivo. Il decreto dovrebbe approdare in Consiglio dei Ministri i primi di giugno. Inoltre, manca ancora il parere delle Regioni, che dovranno mettere in atto le misure previste.