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Docenti e ATA, Aumenti (Bassi) e Favore al Governo: Cosa si Poteva Ottenere con la Manovra

La Flc Cgil chiama docenti e ATA allo sciopero generale del 12 dicembre. Il sindacato spiega perché l’accordo sul CCNL 2022-2024 è stato considerato non solo inadeguato, ma addirittura funzionale agli interessi del Governo. La questione non è solo economica. È politica, strategica e riguarda il valore stesso della contrattazione.

Perché chiudere il contratto ora ha avvantaggiato il Governo

Secondo la Flc Cgil, la firma del contratto è arrivata mentre la legge di bilancio 2026 era ancora in discussione. Una finestra in cui sarebbe stato possibile ottenere nuove risorse, se solo la trattativa fosse rimasta aperta.

Chiudere tutto in anticipo, senza attendere margini economici ulteriori e provare ad incidere nella fase di definizione della Legge, ha significato accettare un perimetro negoziale imposto dall’alto. E quindi più basso.

Il sindacato parla esplicitamente di un rinnovo che “fa un favore al Governo”: uno stipendio aggiornato quel tanto che basta per dichiarare un risultato, ma non abbastanza per recuperare un decennio di erosione salariale.

Aumenti sotto l’inflazione e nessun aggiornamento normativo

Gli incrementi economici previsti restano inferiori all’inflazione reale. In più, la parte normativa del contratto non è stata aggiornata. Il risultato, denuncia la Flc, è un rinnovo monco. Una firma che non migliora le condizioni di lavoro e non tutela le professionalità della scuola.

Il quadro retributivo resta schiacciato: mentre la media della PA è di 39.900 euro annui, il settore Istruzione si ferma a 33.100 euro, il 20% in meno.

Perché ad altri comparti sono arrivati fondi aggiuntivi

La Flc ricorda che sanità, forze dell’ordine ed enti locali hanno ottenuto risorse ulteriori e fondi di perequazione. La scuola, pur essendo il comparto con le retribuzioni più basse, ne è rimasta esclusa.

Sul prossimo triennio 2025-2027 manca ancora l’Atto di indirizzo. Per questo, dice la Flc, la mobilitazione è necessaria. Il 12 dicembre non sarà solo una protesta, ma un segnale: senza contrattazione vera, il divario continuerà ad ampliarsi.

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