Si apre una nuova partita nel settore bancario. I segretari generali di Fabi, First Cisl, Fisac Cgil, Uilca e Unisin hanno approvato la piattaforma per il rinnovo del Contratto collettivo nazionale di lavoro, che ora passa al voto delle lavoratrici e dei lavoratori nelle assemblee.
Una fase che arriva dopo il precedente rinnovo del CCNL Abi, firmato tra la fine del 2023 e il 2024, che ha portato aumenti complessivi fino a 435 euro mensili, i più alti registrati negli ultimi anni nel panorama contrattuale italiano.
Richiesta da 518 euro e settimana corta
Al centro della nuova piattaforma c’è una richiesta ancora più ambiziosa: +518 euro al mese per la figura di riferimento.
Una cifra che supera il già rilevante aumento del precedente contratto e che punta a redistribuire gli utili record del settore bancario.
Accanto al salario, arriva anche la proposta di ridurre l’orario di lavoro da 37 a 35 ore settimanali. Un intervento che punta a migliorare concretamente la qualità della vita e a rendere più sostenibile l’organizzazione del lavoro.
Il precedente rinnovo: bancari al primo posto sugli aumenti
Il confronto con il passato è inevitabile. Con i 435 euro di aumento medio, il contratto Abi ha segnato un record.
Nel pieno della stagione dei rinnovi, i bancari sono stati infatti la categoria che ha ottenuto gli incrementi salariali più alti in assoluto, distanziando nettamente altri settori, compresi industria e servizi.
Un risultato che ha rafforzato il potere contrattuale delle organizzazioni sindacali e che oggi rappresenta la base di partenza per la nuova trattativa. Proprio per questo, la richiesta dei 518 euro si inserisce in una linea di continuità: consolidare e rilanciare un modello che ha già prodotto risultati concreti.
Tutele, lavoro e stop alle pressioni commerciali
La piattaforma non si limita al salario. Viene richiesto l’allargamento dell’area contrattuale e l’introduzione di limiti alle esternalizzazioni, per evitare disparità tra lavoratori.
Grande attenzione anche ai carichi di lavoro e agli organici. I sindacati chiedono più trasparenza nei modelli organizzativi e un rafforzamento del confronto con le aziende.
Sul fronte dei diritti, torna centrale la richiesta di reintegra in caso di licenziamento disciplinare ingiustificato. Una modo per andare oltre la riforma dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori introdotta dal Jobs Act del Governo Renzi.
Infine, focus sulle politiche commerciali, con norme più rigide contro le pressioni indebite, e sulla trasformazione digitale, che dovrà essere gestita senza sostituire il lavoro umano.
Welfare, diritti e avvio del negoziato
Completano la piattaforma gli interventi su welfare, sanità integrativa, politiche di genere e conciliazione vita-lavoro. Previsto anche il rafforzamento del Fondo per l’occupazione.
Ora la parola passa alle assemblee. Il confronto con le lavoratrici e i lavoratori sarà decisivo per dare il via al negoziato e costruire il nuovo contratto nazionale del credito.




