Assegno Unico, Come Sbloccare Subito le Maggiorazioni che Fanno Salire l’Importo

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Molte famiglie ricevono già l’Assegno Unico ogni mese, ma non sempre ottengono tutto ciò che spetta davvero. Esistono infatti diverse maggiorazioni che possono far aumentare anche di molto l’importo, ma non sempre vengono riconosciute automaticamente. Ecco cosa sapere e soprattutto cosa fare per non perdere soldi.

Cos’è l’Assegno Unico e a chi spetta

L’INPS riconosce l’Assegno Unico e universale alle famiglie con figli a carico.

Si tratta di un sostegno economico mensile che spetta:

  • per ogni figlio fino a 18 anni non compiuti,
  • per ogni figlio tra 18 e 21 anni (con alcune condizioni),
  • senza limiti di età per i figli con disabilità.

L’importo varia principalmente in base all’ISEE e alla composizione familiare può andare, nel 2026, da 29,10 euro fino a oltre 203 euro al mese per figlio, a cui si possono aggiungere ulteriori somme.

Quando aumenta: le maggiorazioni previste nel 2026

Oltre alla quota base, l’Assegno Unico può crescere grazie a diverse maggiorazioni, riconosciute in situazioni specifiche. Le principali previste nel 2026 sono:

  1. Figli con disabilità
    Importi aggiuntivi fino a circa:
    • 99 euro (disabilità media),
    • 110 euro (grave),
    • 122 euro (non autosufficienza).
  2. Figli piccoli (prima infanzia)
    • +50% dell’importo per i figli sotto 1 anno,
    • +50% per figli tra 1 e 3 anni in famiglie numerose.
  3. Famiglie numerose
    • fino a circa 150 euro al mese con almeno 4 figli,
    • maggiorazioni fino a 99,10 euro anche dal secondo figlio in poi.
  4. Entrambi i genitori lavoratori
    • fino a circa 35 euro in più per figlio (in base all’ISEE).
  5. Madri con meno di 21 anni
    • circa 23 euro in più per ogni figlio.

Una maggiorazione non esclude l’altra: in molti casi infatti queste maggiorazioni si sommano tra loro, aumentando sensibilmente l’importo mensile.

Le maggiorazioni non sempre sono automatiche

È proprio sul riconoscimento di queste somme extra che molti fanno confusione. L’Assegno unico, infatti, continua automaticamente ogni anno se la domanda è già accolta. Ma non tutte le maggiorazioni vengono aggiornate da sole.

Infatti, alcune dipendono da informazioni che l’INPS deve conoscere o aggiornare, come:

  • situazione lavorativa dei genitori,
  • presenza di disabilità,
  • variazioni nel nucleo familiare,
  • nuovo ISEE.

Se questi dati non sono aggiornati, si rischia di ricevere solo l’importo minimo o incompleto.

Come richiedere le maggiorazioni dell’Assegno Unico

Per ottenere tutte le somme spettanti bisogna intervenire sulla propria domanda. Quindi:

  1. accedere al portale dell’INPS,
  2. entrare nella sezione dell’assegno unico,
  3. verificare e aggiornare i dati del nucleo familiare,
  4. integrare eventuali informazioni mancanti (lavoro, disabilità, ecc.),
  5. presentare un ISEE aggiornato (DSU).

Senza ISEE aggiornato, non solo l’INPS non riconosce le maggiorazioni, ma paga anche l’importo minimo previsto dalla legge.

Per rinnovarlo, occorre tenere a mente una scadenza importante: se l’ISEE viene aggiornato entro il 30 giugno 2026, si possono ottenere anche gli arretrati. Dopo questa data, l’aumento vale solo dal mese successivo.

Attenzione agli errori più comuni

Le condizioni che portano al riconoscimento delle maggiorazioni vanno dunque segnalate all’Istituto Previdenziale. È importante non sottovalutare questo aspetto: molti importi più bassi del previsto, infatti, dipendono da errori semplici. Per esempio:

  • ISEE non aggiornato,
  • mancata indicazione di entrambi i genitori lavoratori,
  • dati non aggiornati sui figli,
  • variazioni familiari non comunicate.

Sono dettagli, ma possono fare la differenza anche di centinaia di euro al mese. Ad esempio, non far sapere all’INPS che entrambi i genitori lavorano può costare alla famiglia fino a 34,90 euro al mese: quasi 419 euro in un anno.

Insomma, l’assegno Unico può valere molto più della cifra base, grazie alle maggiorazioni previste. Ma per ottenerle davvero non basta aver fatto la domanda: bisogna aggiornare i propri dati e controllare la propria posizione INPS. Solo così si può ricevere l’importo corretto e non perdere una parte importante del sostegno economico.