Quando termina l’Assegno di Inclusione dopo le 18 mensilità, molti percettori si chiedono se l’INPS invii una comunicazione ufficiale o se il pagamento si blocca automaticamente. La risposta non è sempre uguale per tutti: in alcuni casi arriva un avviso, in altri no, ed è quindi fondamentale controllare direttamente la propria situazione.
Vediamo meglio nel dettaglio.
Come funziona l’Assegno di Inclusione
L’Assegno di Inclusione spetta alle famiglie con ISEE entro 10.140 euro in cui sono presenti soggetti minorenni, disabili, over 60 o svantaggiati e quindi presi in carico dai servizi sociali.
INPS lo accredita mensilmente sulla Carta di Inclusione per un periodo continuativo non superiore a 18 mesi, al termine dei quali può essere rinnovato per altri 12 mesi. Ma una volta che il primo ciclo di fruizione è terminato, INPS avverte?
L’INPS avvisa davvero quando finisce l’AdI?
Non sempre l’INPS invia una comunicazione chiara e automatica alla fine delle 12 mensilità dell’Assegno di Inclusione.
Alcuni beneficiari ricevono un messaggio o una notifica, altri invece non ricevono nulla. Per questo motivo non è consigliabile aspettare una comunicazione ufficiale: il modo più sicuro è controllare la propria posizione.
Il punto di riferimento principale è il Fascicolo previdenziale del cittadino, dove compare lo stato della domanda e si può vedere chiaramente quando il ciclo delle mensilità è terminato:

Come capire quando finisce davvero l’Assegno di Inclusione
Se momentaneamente non si ha modo di accedere al proprio fascicolo previdenziale, il modo più semplice per capire se l’Assegno di Inclusione è terminato è contare le 18 mensilità a partire dal primo pagamento ricevuto.
Quando si arriva all’ultima mensilità, il ciclo si chiude automaticamente. A quel punto la prestazione non prosegue e diventa necessario presentare una nuova domanda per continuare a ricevere il beneficio.
Facciamo un esempio pratico per capire meglio. Se una famiglia termina le 18 mensilità a maggio, con ultimo pagamento intorno al 27, dal mese successivo il beneficio si interrompe. Appena viene presentata la nuova domanda, l’INPS avvia una nuova istruttoria e accoglie la richiesta solo se i requisiti sono ancora validi.
Occorre ricordare che non c’è più il mese di sospensione ma il primo pagamento arriverà in forma ridotta, pari al 50% della mensilità. Una novità introdotta dalla legge di Bilancio 2026 che dovrebbe far risparmiare allo Stato circa 100 milioni di euro.
Attenzione alle tempistiche per non perdere il pagamento
Il passaggio tra una domanda e l’altra può creare un breve periodo senza accredito. Per questo è importante sapere quando si chiudono le 12 mensilità e presentare la nuova domanda il prima possibile.
In questo modo si riducono i tempi di attesa e si evita di restare senza sostegno economico per uno o più mesi.
Come detto, il segnale più importante non è una lettera o una email, ma ciò che compare nel Fascicolo previdenziale del cittadino: è qui che si può vedere con chiarezza se la domanda dell’Assegno di Inclusione è conclusa e se è necessario procedere con il rinnovo.
Per questo è fondamentale controllare periodicamente la propria posizione, soprattutto negli ultimi mesi del ciclo.




