Pensione Anticipata, Manca Poco alla Scadenza: Domanda Entro il 1° Maggio o Slitta Tutto

Inps

Per chi svolge lavori particolarmente faticosi o pesanti si avvicina una scadenza importante. Chi vuole andare in pensione anticipata nel 2027 deve infatti presentare la domanda entro il 1° maggio 2026.

Dopo questa data non sarà più possibile accedere alla finestra prevista, neanche se si soddisfano i requisiti, e si dovrà attendere l’anno successivo.

Pensione anticipata, perché la scadenza del 1° maggio è così importante

Nel messaggio del 2 aprile scorso, l’INPS ha chiarito che la domanda per il riconoscimento del lavoro usurante deve essere presentata entro il 1° maggio 2026 da chi maturerà i requisiti pensionistici nel corso del 2027.

Chi non rispetta questo termine, anche se in possesso di tutti i requisiti, non potrà accedere alla pensione anticipata nel 2027 e dovrà aspettare la successiva finestra utile. In pratica, si rischia uno slittamento di un anno.

Chi può andare in pensione con i lavori usuranti

Ma chi sono coloro che possono accedere alla pensione anticipata? La misura riguarda i lavoratori che svolgono attività considerate particolarmente faticose o pesanti per un periodo significativo della loro carriera.

Tra questi rientrano, ad esempio, chi lavora:

  • nella cosiddetta “linea a catena”,
  • come autista di mezzi destinati al trasporto pubblico,
  • in attività notturne a turni per almeno 78 giorni l’anno,
  • in lavori notturni svolti per tutto l’anno lavorativo.

Si tratta di mansioni che, per caratteristiche e continuità, hanno un impatto fisico più elevato rispetto ad altri impieghi.

Requisiti di età e contributi richiesti per la pensione anticipata

Per accedere alla pensione anticipata è necessario aver raggiunto anche determinati requisiti anagrafici e contributivi.

In particolare, è richiesta una quota di:

  • 97,6 per i lavoratori dipendenti (quindi almeno 35 anni di contributi e un’età minima di 61 anni e 7 mesi),
  • 98,6 per i lavoratori autonomi (ossia almeno 35 anni di contributi e 62 anni e 7 mesi di età).

Pertanto, mentre l’età minima varia in base alla categoria lavorativa, gli anni contributivi devono essere almeno 35 in entrambi i casi.

Attività usurante: quanto tempo deve essere stata svolta

Inoltre, non basta svolgere un lavoro faticoso per un breve periodo. La normativa richiede che l’attività usurante sia stata svolta:

  • per almeno metà della vita lavorativa, oppure
  • per almeno 7 anni negli ultimi 10 anni.

Si tratta quindi di una condizione legata alla continuità del lavoro svolto nel tempo.

Cosa succede se si perde la scadenza

Il punto più importante riguarda proprio i tempi. Mancano ormai pochi giorni alla scadenza del 1° maggio 2026.

Chi non presenta la domanda entro questa data, anche se ha tutti i requisiti, non perde il diritto in assoluto, ma perde la possibilità di andare in pensione nel 2027. Dovrà infatti attendere la successiva finestra utile, con un rinvio di fatto dell’uscita dal lavoro.

Perché conviene controllare subito la propria posizione

In questa fase è fondamentale verificare la propria situazione contributiva e capire se si rientra nei requisiti. Il rischio principale, infatti, non è solo quello di non avere diritto alla misura, ma anche quello di arrivare fuori tempo massimo.

Per chi è vicino alla pensione, pochi giorni di ritardo possono tradursi in mesi o addirittura un anno in più di lavoro.