Assegno di Inclusione: Vietati Questi Bonifici. Cosa Succede Se Ci Provi?

Adi

Molti percettori dell’Assegno di Inclusione si pongono la stessa domanda: è possibile fare bonifici con la carta di Inclusione? Il dubbio è più che comprensibile, soprattutto tra chi ha iniziato da poco a ricevere il sussidio e sta cercando di capire come utilizzare correttamente le somme accreditate.

La possibilità di effettuare bonifici esiste, ma solo secondo modalità precise stabilite dalle regole ufficiali. Conoscere questi limiti è fondamentale per evitare errori e utilizzare correttamente il beneficio. Vediamoli nel dettaglio.

Bonifici con Assegno di Inclusione: perché nasce il dubbio

L’Assegno di Inclusione è uno strumento di sostegno economico pensato per aiutare le famiglie in cui risiedono persone minorenni, disabili, over 60 o svantaggiate e con un ISEE entro 10.140 euro. Il suo utilizzo è regolato da precise limitazioni. Proprio queste regole, però, non sono sempre immediatamente chiare.

Chi riceve il contributo si trova infatti con una carta di pagamento simile a una normale carta elettronica, e questo può far pensare che sia possibile usarla liberamente, anche per effettuare bonifici verso qualsiasi destinatario. In realtà, non è così.

Cosa si legge sul sito ufficiale di Poste

Per chiarire ogni dubbio, è sufficiente fare riferimento alle indicazioni ufficiali. Sul sito di Poste, nella sezione dedicata alla Carta di Inclusione, si legge che:

La Carta di Inclusione consente di effettuare presso gli Uffici Postali un bonifico SEPA o un postagiro mensile in favore del locatore indicato nel contratto di locazione o dell’intermediario che ha concesso il mutuo

Questo significa che i bonifici non sono liberi, ma consentiti solo in casi specifici.

Quindi si possono fare bonifici con l’AdI oppure no?

La risposta è no, almeno non nel senso comune del termine. Non è possibile utilizzare l’Assegno di Inclusione per inviare bonifici a chiunque, come amici, familiari o altri soggetti.

L’unica eccezione riguarda i pagamenti legati alla casa: si può disporre un bonifico mensile esclusivamente verso il proprietario dell’immobile (in caso di affitto) oppure verso la banca o l’intermediario finanziario che ha concesso un mutuo. Si tratta quindi di una funzione vincolata, pensata per garantire il pagamento dell’abitazione.

Cosa succede se si prova a fare un bonifico non consentito

A questo punto è importante chiarire un aspetto pratico che molti si chiedono: cosa accade se si tenta comunque di fare un bonifico “libero”? In questo caso, l’operazione non viene nemmeno avviata.

La carta di Inclusione, infatti, non funziona come un conto corrente tradizionale: non è possibile inserire un IBAN qualsiasi e disporre un bonifico. Il sistema blocca direttamente l’operazione, impedendone l’esecuzione. Quindi il bonifico non parte, non resta in sospeso e non viene successivamente annullato: semplicemente non è autorizzato.

Come detto, l’unica operazione prevista è quella allo sportello e solo per affitto o mutuo.

Questa limitazione non è casuale. L’Assegno di Inclusione è pensato per coprire spese essenziali e garantire un utilizzo controllato delle somme. Per questo motivo non sono consentiti i trasferimenti di denaro generici.

Assegno di Inclusione, importo più alto per chi paga affitto o mutuo

Le famiglie percettrici dell’Assegno di Inclusione devono che vivono in affitto o che hanno un mutuo da pagare devono tenere in considerazione anche un altro aspetto: possono ricevere una somma mensile più alta rispetto a chi non ha queste spese.

L’importo del sussidio è composto infatti da una integrazione del reddito familiare fino a 6.500 euro annui, a cui può essere aggiunto un contributo per l’affitto dell’immobile dove risiede il nucleo per un importo pari all’ammontare del canone annuo previsto nel contratto in locazione (ove regolarmente registrato) fino ad un massimo di 3.640 euro annui.

Proprio per questo motivo è prevista la possibilità di effettuare il bonifico vincolato: lo scopo è assicurare che una parte del contributo venga utilizzata per coprire i costi dell’abitazione, considerati essenziali.